L'arcivescovo Nosiglia
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Le parole dell’arcivescovo di Torino

Migranti, monsignor Nosiglia: “Liberazione ex Moi diventi un modello di riferimento”

Il prelato: “Questo approccio personalizzato è risultato vincente perché ha fatto sentire ogni persona soggetto del proprio domani”

La liberazione di una palazzina dell’ex Moi, a Torino, “diventi un modello di riferimento per tante altre situazioni del genere. Non penso solo agli immigrati ma ai milioni di poveri, ai giovani, a chi subisce uno sfratto incolpevole, a chi vive sulla strada, a chi e’ solo e abbandonato a se stesso… insomma ad ogni persona che soffre e sollecita il coinvolgimento e la solidarietà di tutti”. E’ l’auspicio espresso dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, nel commentare lo sgombero di questa mattina.

APPROCCIO PERSONALIZZATO E’ VINCENTE
“Il percorso avviato e che si snoderà anche nei prossimi anni – sottolinea – risponde all’insegnamento di Papa Francesco che, nel messaggio per la giornata dell’immigrato, indicava alcuni passi da compiere. Anzitutto l’accoglienza basata sulla conoscenza e incontro con ogni persona o famiglia ma vissuta sul piano umano per condividere e rispettare la dignità di ogni persona, i suoi problemi e necessità, le sue speranze. Questo approccio personalizzato è risultato vincente perché ha fatto sentire ogni persona soggetto del proprio domani”. “Ma l’accoglienza anche abitativa non basta a garantire una vita serena e dignitosa – aggiunge -. Occorre procedere poi con l’accompagnamento, l’integrazione e la condivisione”.

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