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Spettacolo
In uscita domani

Michele Placido: «Il piacere di essere “Orlando” al Tff»

L’attore pugliese ha presentato ieri il film di Daniele Vicari: «La mia famiglia emigrò qui. Abbasso gli altri festival, lì contano solo le influencer»

Pochi giorni dopo essere stato ospite del cinema Massimo per il suo ultimo film da regista, “L’ombra di Caravaggio”, Michele Placido è già tornato come protagonista di “Orlando”, diretto da Daniele Vicari e in arrivo da domani nei cinema subito dopo il passaggio in anteprima al Torino Film Festival.

«Devo dire grazie a Daniele per questo personaggio, davvero singolare. È una delle sceneggiature più belle che mi siano mai capitate e sono felice di presentarla qui, in questa città dove parte della mia famiglia era emigrata quando la Fiat, offrendo il posto fisso in fabbrica, aveva svuotato le campagne. Torino è una città umile, dote preziosa che sempre più stiamo perdendo».

Orlando è un uomo d’altri tempi costretto a confrontarsi con la modernità: un anziano contadino («Un bifolco, possiamo dirlo») molto legato al suo piccolo paese agricolo, costretto dalla vita a viaggiare per la prima volta e raggiungere il Belgio dove il figlio era emigrato per poi ammalarsi.

«Dalla mia famiglia – aggiunge Placido – ho avuto un dono, quello di percepire l’onestà di chi mi sta di fronte. Mia madre era una donna di poche parole, mi ha ispirato molto per questo ruolo. Mi sono fidato di Daniele, ho sentito che era una persona da rispettare e che mi rispettava, quindi mi sono abbandonato al ruolo: mi sono sentito quasi accarezzato dalla sua macchina da presa, una sensazione meravigliosa».

Accanto a lui la giovane Angelica Kazankova, talento cristallino che interpreta sua nipote. «Era emozionata, un sentimento importante per chi recita: appena sentiva il ciak non sbagliava mai, era quasi sempre buona la prima. Tra noi tutti si è creato un bel clima: anche in queste ore qui al festival dopo un anno che non ci vedevamo si è creata subito la stessa intimità, la stessa complicità».

Un film perfetto per il Torino Film Festival, non solo per la città. «Daniele me lo ha ripetuto spesso – aggiunge Placido – qui c’è la giusta calma, il giusto tempo per essere capiti e condividere l’esperienza. Sono stato giovane anche io e pieno di bollori, ma quando vedo i festival come Cannes e Venezia non li riconosco: valgono più le sfilate delle influencer rispetto ai film, non mi sembra giusto».

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