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IL CASO. In un biglietto Chiara accusa le persone vicine a lei

«Mi umiliano sul web». Poi ha ucciso la madre e si è lanciata nel vuoto

La polizia non trova riscontri alle parole della donna. Ma è giallo su una chiamata di una vicina al 112

L’ultimo delirio di Chiara, l’ingegnere gestionale che domenica ha pugnalato la madre e poi l’ha fatta finita, è racchiuso in un biglietto trovato nel piccolo appartamento al nono piano di un palazzo di corso Racconigi, la scena del crimine. Nello scritto, la donna accusa le persone a lei più vicine e più care, d’aver diffuso sul web alcune fotografie che la ritraevano nuda. Il biglietto, vergato di suo pugno pochi attimi prima di gettarsi nel vuoto, è stato consegnato dalle volanti della polizia alla Scientifica.

Accuse e circostanze che, però, non troverebbero alcun riscontro e, benché gli investigatori non tralascino alcun particolare, la tesi più accreditata è che si tratti «di un’immaginazione paranoica e delirante della donna».

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