Mettiamoci di taglio

Fonte: Depositphotos

Greta ha un concorrente americano: si chiama Gordon James Gianninoto, un presentatore radio che si diletta ad elaborare teorie sulla fine del mondo. Secondo lui il mondo non finirà fra 10 anni, come dice la piccola svedese, ma lunedì 17 giugno. Abbiamo poco più d’un mese per prepararci. Mentre Malgioglio strilla «oddìo, c’è l’apocalisse e non ho niente da mettermi!», Internet è in subbuglio per l’arrivo del “pianeta X”. Nessuno l’ha mai visto, ma c’è la solita scusa: la congiura del silenzio. I massimi governi mondiali sanno tutto, ma preferiscono non scatenare il panico in anticipo, tanto non c’è niente da fare. Già i Sumeri – dicono – credevano al “pianeta in più”, chiamandolo Nibiru, cioè “pianeta della distruzione”. Una distruzione dovuta non all’impatto, ma all’interferenza del suo campo magnetico col nostro. La Terra smetterà di ruotare (vedremo il sole fermo in cielo) e si scateneranno eruzioni, terremoti, tsunami, diluvi biblici. Ma non basta. La polarità di “X” darà una bella shakerata ai continenti, facendo finire l’Antartide all’equatore, staccando il Canada dal resto dell’America, sommergendo Indonesia e Caraibi, sbattendo il Brasile al polo nord e l’India al polo sud. Un casino. L’Europa slitterà nell’emisfero sud, ma in zona temperata, e molto più a sinistra. Dato che il pianeta non ha nome, Toninelli voleva chiamarlo “Matteo” per via delle distruzioni (Toninelli contro Salvini e Renzi: un piccione con due fave), ma da quando ha saputo che dovrebbe portare l’Europa a sinistra lo chiama “Zingaretti”. E noi? Non ci resta che unirci ai terrapiattisti. Cazzata per cazzata, è più difficile colpire un disco di profilo che una palla.

collino@cronacaqui.it

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single