foto depositphotos)
News
E’ successo a Beinasco

Mette antidepressivi nell’acqua dei colleghi d’ufficio. “L’ho fatto per dispetto, loro mi bullizzavano”

Uno dei dipendenti si sente male e finisce in ospedale. Ma i casi sarebbero tre. Scatta l’indagine dei carabinieri, 50enne confessa: “Sono stato io”

Ha dell’incredibile quanto accaduto nelle scorse settimane in un ufficio di Beinasco. Un impiegato si è sentito male dopo aver bevuto un sorso d’acqua da una bottiglietta. Una volta in ospedale, sottoposto ad analisi, ecco svelato l’arcano: nel suo organismo c’erano tracce di benzodiazepine, una classe di psicofarmaci (antidepressivi) che però l’uomo aveva detto di non aver mai assunto. O quantomeno, non in maniera volontaria.

I CARABINIERI INDAGANO
L’episodio in questione risale a fine settembre e, a quanto pare, non sarebbe rimasto l’unico (tra l’altro, con il malcapitato era finita al pronto soccorso anche la moglie, ma solo per lo spavento). Sembra, infatti, che gli episodi sospetti fossero almeno altri due. Ed anche in quel caso i dipendenti avevano accusato malori dopo aver sorseggiato dell’acqua. Qualcuno aveva forse messo “qualcosa” nelle loro bottigliette? Insomma: c’era quanto bastava per far mettere in moto la macchina investigativa dei carabinieri del locale distaccamento dell’Arma i quali hanno subito iniziato ad indagare.

I SOSPETTI DEGLI INVESTIGATORI
Le forze dell’ordine sono ovviamente partite dall’ufficio di Beinasco ascoltando i dipendenti: quasi subito i loro sospetti si sono concentrati su un impiegato di quellastessa azienda, un 50enne di Torino. La prima perquisizione effettuata nel suo appartamento, ha portato alla scoperta di una confezione di antidepressivi. I farmaci appartenevano all’anziana madre dell’uomo, scomparsa qualche settimana prima. Era solo il primo indizio, nonostante il sospetto, sentito dagli inquirenti, negasse ogni tipo di coinvolgimento nei fatti.

L’UOMO CONFESSA: “SONO STATO IO”
Poi, a poco più di due mesi dall’episodio, ecco arrivare il colpo di scena. Dopo una seconda perquisizione, nel corso della quale i carabinieri sequestrano telefonino e computer, il principale sospettato crolla e decide di vuotare il sacco, confessando tutto davanti al pubblico ministero Rossella Salvati: “Sono stato io. Mi sentivo bullizzato dai colleghi, volevo fare loro un dispetto” ha ammesso l’uomo, difeso dall’avvocato Marinella Ruffatto.

IL 50ENNE E’ STATO INDAGATO
Insomma: era stato lui. Risultato: il 50enne è stato indagato, in stato di libertà, con l’accusa di lesioni aggravate dall’utilizzo di sostanza venefica. Nei suoi confronti la Procura di Torino ha disposto una consulenza medico-psichiatrica. E, nel caso, potrà anche richiedere l’applicazione di una misura di sicurezza: per impedirgli di fare del male, anche a se stesso. La notizia ha fatto rapidamente il giro del web ed è stata ripresa da numerosi portali.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo