Il questore di Torino, Francesco Messina
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Oggi l’insediamento ufficiale

Messina nuovo questore di Torino: “Città complessa, ma è il massimo che potesse capitarmi” [LE FOTO]

La ricetta per garantire l’ordine pubblico: “Bisogna lavorare di squadra”. Presto l’incontro con la sindaca Appendino: “Ci siamo sentiti telefonicamente”

Francesco Messina, 56 anni, è il nuovo questore di Torino. Stamattina si è insediato ufficialmente negli uffici di corso Vinzaglio: quella del capoluogo piemontese è senza dubbio è una sfida importante.

In attesa di incontrare la sindaca Chiara Appendino (“l’ho sentita telefonicamente, ma ci vedremo presto”), Messina preferisce non esprimere giudizi su quanto accaduto lo scorso 3 giugno in piazza San Carlo. “So quello che ho appreso dai giornali e posso fare solo una valutazione di tipo epidermico. E’ stato un momento forte per Torino, che va metabolizzato e compreso”.

“TORINO CITTA’ COMPLICATA”.

“In questo momento della mia carriera, è il massimo che potesse capitarmi”. Parla così della sua nuova avventura, il questore Messina, che definisce Torino “una realtà complessa”. Ecco la sua ricetta: “E’ determinante garantire l’ordine pubblico, evitando che le forze dell’ordine diventino il diaframma tra chi protesta correttamente e chi no. Dunque, bisogna agire in squadra con gli altri componenti della sicurezza, nella consapevolezza che nessuno è un battitore libero”.

CHI E’ FRANCESCO MESSINA.

Nato nel 1961 a Catania, laureato in giurisprudenza, entra in polizia nel 1987 e viene assegnato alla squadra mobile di Milano – sezione omicidi. Dopo essere stato a capo della sezione criminalità organizzata di Milano, nel 2000 diventa vice dirigente della squadra mobile di Reggio Calabria, per poi, l’anno successivo, guidare la mobile di Brescia.

Stessa mansione dal 2007 al 2009, ma a Milano, quindi nel 2013 viene nominato questore di Varese e, a seguire, di Caserta e di Perugia, nel 2016. Lo scorso 2 novembre 2017 è stato nominato dirigente generale di pubblica sicurezza.

“In passato – spiega – ho conosciuto e lavorato con il procuratore capo Armando Spataro. Abbiamo collaborato a Milano sulle stragi del ’93, in particolare quella di via Palestro”.

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