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Cronaca
CORSO SEBASTOPOLI

Mercato in tilt per il cantiere: «Perso il 40% degli incassi»

Disagi dopo il tubo rotto. E oggi la festa patronale sfratta 4 banchi

Banchi fatti sloggiare, clienti che vagano senza più trovare i loro ambulanti, affari in calo. E ridisegnare il mercato è come risolvere il cubo di Rubik. Succede a Santa Rita, dove i lavori Smat per aggiustare un tubo rotto tra corso Sebastopoli e via Tripoli hanno mandato in tilt il mercato. Dopo la scoperta del danno, un paio di banchi sono stati spostati in corso Sebastopoli angolo corso Orbassano, e altri quattro – ortofrutticoli – ora lavorano in via Tripoli. Ma questi ultimi oggi dovranno spostarsi, perché c’è la festa della santa patrona: lo ha deciso il Comune dopo un sopralluogo con Smat, mercatali, Circoscrizione Due e Goia, il sindacato degli ambulanti. I quattro banchi torneranno in corso Sebastopoli e si sistemeranno all’angolo con corso Orbassano, dove ora ci sono due battitori. Che a loro volta dovranno riposizionarsi, per fare posto ai colleghi. Il Comune farà un’ordinanza per non creare problemi di viabilità in quanto oggi sono in previsione la fanfara della municipale e la processione.

Finita qui? Purtroppo no. La sistemazione sarà solo per la festa di Santa Rita. Da lunedì, i quattro banchi ortofrutticoli torneranno in via Tripoli e il Comune farà un altro sopralluogo per studiare nuove soluzioni. Non è facile. Gli operatori vogliono far chiudere il viale sud di corso Sebastopoli, tra corso Orbassano e via Tripoli, per posizionarsi con i banchi sfrattati dal cantiere Smat. Ma l’azienda precisa: «Lavoriamo in spazi stretti, e dobbiamo ancora portare un mezzo, la trivella e i new jersey». Tradotto, se arriveranno i banchi, si rischia la congestione. Gli ambulanti protestano: «Chi è stato spostato ha perso il 40% degli affari. Non si può lavorare». Riccardo Prisco, coordinatore alla Due, spiega che «il dialogo col Comune è costante per trovare una soluzione che accontenti tutti. Anche se non è facile, perché parliamo di una quarantina di famiglie coinvolte».

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