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Cronaca
Scontro tra 180 giovanissimi a Nichelino

Maxi rissa in piazza per una ragazzina: «E non è finita qui»

Ottanta ragazzi del posto contro 100 di Barriera di Milano: sullo sfondo il controllo del territorio tra due bande diverse

Nichelino contro Barriera di Milano. Italiani contro stranieri. Periferia contro periferia. Una faida che prosegue da un anno, un po’ per una ragazza e un po’ per la droga, sfociata in una maxi rissa tra 180 giovanissimi che si sono dati appuntamento per darsele di santa ragione.

Sono le 19 di sabato quando piazza Aldo Moro, a Nichelino, improvvisamente si riempie di ragazzini. I più piccoli non arrivano a 13 anni, i più grandi ancora non possono prendere la patente. Da un lato, secondo le stime dei carabinieri, ci sono 80 minorenni del posto, quasi tutti italiani. Dall’altro, un centinaio di coetanei di Barriera di Milano, quasi tutti di origine maghrebina. E per mezz’ora Nichelino si trasforma nel set di un film di Bud Spencer, tra inseguimenti, schiaffoni, urla, calci e spintoni.

Alla fine, grazie all’intervento in forze dei carabinieri, il conteggio è “solo” di 2 feriti lievi e di 52 identificati, che saranno sentiti nelle prossime ore per cercare di ricostruire con precisione quanto avvenuto. Ma le indagini non tralasceranno neanche i canali social, dove i ragazzini più attivi hanno già riversato testimonianze, immagini e minacce. «Non è ancora finita» dice Marco, che dimostra sì e no 13 anni. Protagonista di una rissa di cui neanche conosce a fondo i motivi. «Un anno fa era già successo al Luna Park – ricorda – c’era stato uno scontro per una ragazza contesa. E uno grande (16 anni circa ndr) aveva picchiato un ragazzino, uno della mia età». Il sospetto però è che questi siano stati solo gli episodi che hanno fatto da innesco a una situazione esplosiva, nata dalla rivalità di chi vive in due periferie opposte e da lì cerca di gestire il territorio. Vicende in cui si innestano lo spaccio tra i giovanissimi e le cronache degli ultimi mesi, in particolare quelle che raccontano delle baby gang che imperversano in centro a Torino, tra rapine e aggressioni.

Nulla che non si sia già visto in passato e in altre periferie: una volta il teatro erano Mirafiori o le Vallette ma tutto restava tra i confini di quartieri un tempo “difficili” quanto oggi lo sono Barriera o Aurora. Ma adesso ci sono Internet e i social, su cui vantarsi di quelle botte, bullarsi per essersi vendicati di chissà quali torti e aver ristabilito la propria supremazia e quella del proprio gruppo di appartenenza. Come una guerra tribale che va in scena davanti a una platea potenzialmente infinita e sempre avida di nuovi scontri e nuove risse.

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