VIRLE

Maxi multe a chi ospita profughi senza avvisare prima il Comune

L’ordinanza del sindaco, Mattia Robasto: «Deve avvertirci anche chi partecipa ai bandi»

Chi ospiterà i profughi a Virle senza informare prima il Comune rischierà fino a cinquemilaeuro di multa. A stabilirlo è un’ordinanza emanata dal sindaco con l’appoggio dell’intera giunta.

L’idea di imporre una comunicazione preventiva è nata dopo che un privato ha accolto un migrante in casa propria, attraverso la mediazione di un ente: «Una persona che si è integrata perfettamente – spiega il sindaco, Mattia Robasto -, ha anche servito durante le fiere di paese e si è mostrato volenteroso di voler far parte della nostra comunità e ne siamo ben contenti. Ma riteniamo che informare prima il Comune sia una decisione di estremo buonsenso, dettata dalla necessità di favorire un sereno controllo del territorio e preservare Virle dalle conseguenze nefaste dell’immigrazione incontrollata, prevenendo situazioni impellenti di ordine pubblico e imprevedibili in caso di emergenza sanitaria o di igiene pubblica».

I privati dovranno avvisare anche se intendono partecipare a bandi specifici: «Da oggi i proprietari o i gestori di beni immobili avranno l’obbligo – continua il primo cittadino -, di comunicare preventivamente all’amministrazione l’intenzione di voler ospitare i richiedenti asilo. Si dovrà, ad esempio, tassativamente informare il Comune in caso di partecipazione a bandi o procedure per l’accoglienza dei profughi entro le24 ore successive all’adesione. In più, tutti i soggetti che daranno alloggio agli immigrati saranno tenuti a fornire una relazione mensile che specifichi il numero di profughi ospitati, la provenienza di ciascuno di essi e ogni informazione che riguardi il loro stato di salute». Le multe potranno andare da un minimo di 150 a un massimo di 5mila euro: «Gli immigrati – conclude Robasto – versano molto spesso in condizioni di assoluta povertà e necessitano di assistenza sociale e sanitaria, i cui adempimenti ricadono, inevitabilmente, sulle amministrazioni locali, che però non possono e non devono più essere le uniche a pagare il prezzo di scellerate politiche interne di immigrazione»

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