«VIVEVAMO DI RIVALITÀ»

Mauro giocò assieme al Pibe, Zico e Platini. «Diego il più grande»

C’erano tre re, nella serie A degli anni ‘80, e non ce ne vogliano Falcao (sì, re di Roma), Socrates troppo pieno di saudade, e anche Junior: i re erano Diego Armando Maradona, Michel Platini e Zico. E se c’è uno che può parlarne, quello è Massimo Mauro, che è forse l’unico in Italia che ha avuto l’onore di giocare con tutti e tre: addirittura, quando era al Napoli, a un certo punto Maradona entrò al suo posto, e ovviamente risolse la partita. «Diego – riporta l’Adnkronos – è stato come un grande artista, come un musicista o un pittore: perché lui faceva arte e quindi adesso sarà accanto a Mozart e Van Gogh, a gente di questo livello. Geni assoluti, rimasti immortali per le loro opere, che continuano a essere attualissime. Perché sono capaci di parlare a tutti. Era puro istinto». E quel rapporto stretto, unico, con Napoli: «Si può dire figlio di Napoli per tutto quello che ha vissuto. Infatti i napoletani lo piangono come San Gennaro. Era un uomo talmente generoso e disponibile, nel bene e nel male. Questo lo ha messo di fronte a tante situazioni difficili, ma è stata la sua vita e voglio ricordarlo solo per le cose belle».

Nel suo libro di qualche anno fa, “Ho giocato con tre geni”, ricorda un episodio proprio su Zico e il Napoli: «A Napoli eravamo alla penultima giornata del campionato: l’Udinese era in corsa per la Coppa Uefa, il Napoli rischiava la retrocessione.

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