Mauro, in carrozzina, con la moglie Roberta
Salute
LA STORIA

«Mauro abbandonato con la Sla: ha le piaghe, nessuno lo cura»

L’appello della moglie: «Ho scritto anche alla Regione e attendo un aiuto»

A curare Mauro, 56enne malato di Sla, ci deve pensare sua moglie Roberta. La sanità, non pervenuta. Una vicenda paradossale, capitata purtroppo a una famiglia che abita in via Fattori, a Pozzo Strada. Mauro ha contratto la demenza frontotemporale che gli ha fatto perdere la parola, e poi la sclerosi che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Nel mese di febbraio sul suo corpo si sono aperte alcune piaghe, così la moglie come da prassi ha attivato il Sid, il servizio infermieristico domiciliare. Peccato che l’Asl, quel servizio lo abbia sospeso, e così il povero Mauro è rimasto senza assistenza.

«Una vergogna», commenta Roberta. Si perché nel frattempo le condizioni del marito sono peggiorate. E l’Asl, interpellata, fa sapere alla moglie che «per il trattamento delle lesioni può chiedere indicazioni al medico». Roberta, che per fortuna lavora in ambito sanitario, vista la situazione ha deciso di provvedere da sé. «Altrimenti – afferma – forse mio marito a quest’ora sarebbe morto, perché se non curate le piaghe possono causare infezioni. I pazienti come lui hanno bisogno di assistenza continua e di prevenzione. E invece il servizio a domicilio è stato sospeso e io mi ritrovo sola». Roberta, a dire il vero, per il marito ha già combattuto parecchio. L’anno scorso la coppia doveva traslocare da via Sagra di San Michele per finita locazione, ma la ricerca di un alloggio senza barriere architettoniche si era trasformata in una vera e propria odissea.

Molti proprietari, infatti, non volevano affittare casa alla famiglia per non avere il “problema” di ritrovarsi un inquilino disabile in carrozzina. Una disavventura risolta grazie alla denuncia di Torino Cronaca, conclusa al meglio con l’approdo in una nuova casa. Ora però il problema è ancora più grave, perché riguarda le cure a un uomo malato. Che dovrebbero essere un diritto, ma che in questo caso non lo sono. Il motivo? «Ho chiesto spiegazioni – dice Roberta – ma nessuno me le ha date. Forse ci sono problemi economici, ma in questi casi non si devono guardare i soldi». Roberta non si è persa d’animo. Ha scritto diverse mail all’assessore Icardi, poi ha telefonato agli uffici della Sanità. «Non mi ha risposto nessuno. Ma non mi fermo, le cure sono un diritto di tutti».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo