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Politica
IL CASO. In un comizio li definì “cancro da estirpare”

Matteo Salvini assolto. «Le offese ai giudici sono un fatto lieve»

La soddisfazione del leader del Carroccio con un tweet. «Ringrazio il magistrato, adesso il sistema va riformato»
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Aveva detto, in occasione di un comizio, che i magistrati sono «degli stronzi, una schifezza, un cancro da estirpare». E per queste sue affermazioni, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, era stato processato. Ieri il gup Roberto Ruscello lo ha assolto per la “particolare tenuità del fatto”. Il procuratore aggiunto Emilio Gatti aveva chiesto una multa da tremila euro per vilipendio all’ordine giudiziario. Era domenica 14 febbraio 2016, quando durante un congresso regionale della Lega nord a Collegno, Salvini, in un palazzetto dello sport da mille persone, come segretario federale del partito aveva detto: «Difenderò qualunque leghista indagato da quella schifezza che si chiama magistratura italiana, che è un cancro da estirpare».

Ieri, durante la requisitoria, l’aggiunto Gatti ha mostrato il video che la Digos aveva acquisito, per mostrare parte della “prova del reato”. Salvini, davanti a cameramen e fotografi, affermava: «Una cosa che non accetto è che qualcuno usi gli stronzi della giustizia per fare campagna elettorale. Magistrati lazzaroni che ci mettono otto anni a fare una sentenza, invece di occuparsi della mafia. Ma indagare un camorrista è più pericoloso, e siccome io tengo famiglia, meglio indagare un leghista». Per l’aggiunto Gatti, le frasi proferite da Salvini «sono chiaramente di natura oltraggiosa». «Paragonare i magistrati a escrementi, malattie incurabili, usando la terminologia cancro da estirpare, che si usa per la mafia – ha aggiunto Gatti – riducono a vile l’intero ordine giudiziario. Tutta la giurisprudenza che ho trovato divide la critica dalle espressioni di dileggio e ripugnanti. E queste sono espressioni di ingiuria e disprezzo. La manifestazione del pensiero non può trascendere in espressioni brutali e grossolane».

«Sono contento, ringrazio giudice e avvocato – è il commento scritto su Twitter dopo la sentenza di assoluzione dal leader della Lega – la giustizia italiana va profondamente riformata, il sistema Palamara va smontato per il bene dei cittadini e dei tanti magistrati davvero liberi e indipendenti». «Sono molto soddisfatta – ha detto l’avvocata di Salvini, Claudia Eccher – evidentemente il giudice ha riconosciuto la carenza di offensività delle frasi pronunciate e ha ripristinato lo stato di diritto». «Abbiamo fatto un grande processo per un reato brutto – aveva detto Gatti – punito con la pena pecuniaria da mille a 5mila euro. La cosa importante non è che questa persona, con l’aiuto di amici o del partito, paghi, ma è dire che nessuno, in un paese democratico, nemmeno una persona così importante, che ieri era ministro dell’Interno e magari domani sarà presidente del consiglio, possa prendersela con lo stato giudiziario o un altro potere costituzionale». L’aggiunto Gatti aveva chiesto la pena della multa da tremila euro senza condizionale e senza attenuanti. Per il giudice invece si tratta di un fatto “tenue”.

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