Mattarella
Politica
LA VISITA Il Capo dello Stato alla Scuola di Applicazione

Mattarella ai soldati: «Oggi sono a rischio la pace e la sicurezza»

Il ministro Guerini: «Stagione con molti focolai di crisi». Cirio: «Il presidente della Repubblica è un grande uomo»

Questa volta per parlare di pace il presidente Sergio Mattarella non si è recato al Semig (lo fa una volta l’anno), ma ha scelto la Scuola di Guerra. «Libertà, democrazia, diritti della persona, valori umani della pace e della sicurezza sono elementi portanti della nostra Costituzione. Proprio quella pace e quella sicurezza che sono a rischio nel centro d’Europa», ha detto Mattarella in un breve prolusione (il discorso non era stato programmato) alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Seminatori di pace

Nell’edificio storico di via Arsenale, infatti, si svolgono corsi di tre anni per gli ufficiali e lezioni per alcune materie della Scuola di Guerra di Civitavecchia. Ad ascoltare il presidente, tra le numerose autorità, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il sindaco Stefano Lo Russo, il procuratore generale Francesco Saluzzo e il generale Francesco Figliuolo. «Un saluto particolare agli allievi – ha detto Mattarella -. Voi siete chiamati al servizio dell’Italia e delle sue istituzioni». Il presidente ha poi elogiato la collaborazione tra università e le scuole militari, che sono unite «da una prospettiva comune, per esaminare il mondo e decidere le azioni da assumere». Azioni di pace urgenti in un momento delicato e difficile, oggi che sul continente soffiamo sinistri venti di guerra nucleare e dopo l’allarme di ieri dei presidenti ucraino Zelensky e di quello americano Biden.

Luoghi di Formazione

«I luoghi in cui fare queste riflessioni sono innanzitutto quelli della formazione – ha aggiunto Mattarella – quella in cui si riversa la prospettiva della dottrina dell’Esercito. Siamo chiamati a interpretare le vicende e le condizioni in maniera totalmente nuova. Ed è importante la collaborazione che vi è tra mondo militare e mondo accademico con l’operativa cooperazione con diversi atenei. È una prospettiva comune che riguarda l’esame del mondo, l’andamento delle vicende e delle prospettive da assumere, sempre in base ai valori della nostra Costituzione. Nella ricerca di pace e sicurezza che le nostre Forze Armate hanno costantemente contribuito a cercare nell’ambito delle iniziative della comunità internazionale». Il ministro della Difesa Guerini ha poi aggiunto: «Viviamo una stagione caratterizzata da molteplici focolai di crisi. Un Paese importante come l’Italia è chiamato ad essere protagonista, all’interno dei consessi internazionali e nell’ambito delle Alleanze di cui è parte, per dare il suo contributo per la stabilità di diverse parti del mondo, in primo luogo nella vasta area dove risiedono i nostri interessi nazionali, ossia il Mediterraneo».

«Un grande uomo»

Il presidente ha poi lasciato Torino poco prima delle 13 per recarsi in elicottero nelle Langhe, a Grinzane Cavour, dove era stato invitato a pranzo all’interno del castello. Poi un rapido trasferimento ad Alba, per celebrare la nascita dello scrittore Beppe Fenoglio («è stato testimone e cantore di un’Italia che si apprestava a un profondo cambiamento sul terreno economico e sociale») e il bicentenario della nascita del ministro Michele Coppino, politico illuminato, che contribuì all’istituzione della scuola dell’obbligo nel regno d’Italia. Per ultimo un taglio del nastro gastronomico: l’inaugurazio – ne della 92ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. L’ultimo saluto al Capo dello Stato, prima della partenza per Roma, è stato quello del presidente della Regione Alberto Cirio: «Siamo felici che oggi lei sia stato qui. Lei è un grande uomo, a cui il Piemonte vuole bene».

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