Rincari
Economia
IL CASO Si riapre il “dialogo compettivo” sul progetto

«Materiali troppo cari», a rischio anche la gara per il Parco della Salute

Salizzoni e Valle (Pd): «Procedura fermata, si dovrà ripartire». Città della Salute rassicura: «Il piano prosegue e va rivisto»

Quasi un anno fa, l’inaugurazione del cantiere per le bonifiche, con la partecipazione del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, il governatore Alberto Cirio e l’assessore Luigi Icardi che annunciavano «un’opera storica al pari del Tav». Oggi, una gara messa a rischio dai rincari di materie prime e materiali da costruzione, così come dei costi per l’energia e di gestione di un progetto che già partiva da 450 milioni di euro di investimento. Quello sul Parco della Salute di Torino che dovrà essere riveduto e corretto nelle cifre, mentre sale il timore che anche il Consorzio Stabile Sis e la Siram, dopo il ritiro del Gruppo Gavio, possano alzare “bandiera bianca” sulla realizzazione del nuovo polo sanitario della città, almeno, alle attuali condizioni economiche.

A mettere nero su bianco le preoccupazioni sui costi è stata la stessa Città della Salute e della Scienza, che assicura di non aver interrotto la procedura riaprendo, però, il “dialogo competitivo” tra le imprese. «I concorrenti hanno rappresentato che l’eccezionale aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia hanno comportato un notevole incremento, sia dei costi di costruzione, che di quelli di gestione, e hanno richiesto di aggiornare i termini economici e finanziari della gara» si legge nella delibera firmata dal direttore generale Luigi Lavalle dopo il parere richiesto all’Anac che, però, ha escluso la possibilità di introdurre nella documentazione di gara clausole sull’adeguamento dei costi agli aumenti di mercato.

«Ma la procedura resta aperta e ci vorrà un mese o o poco più per chiudere questo ulteriore passaggio che abbiamo voluto fare a difesa del progetto» spiega Lavalle di fronte alla polemica scatenata dai consiglieri del Pd in Regione, Mauro Salizzoni e Daniele Valle che, una volta letto il provvedimento aziendale, hanno paventato il rischio di vedere saltare la gara. «La decisione di revocare gli atti della procedura di gara per la realizzazione del Parco della Salute e di procedere alla riapertura del “dialogo competitivo” non ci sorprende ma è fonte di grande preoccupazione, poiché significa tornare alla casella di partenza» sostengono Salizzoni e Valle, denunciando «l’inerzia della Regione» oltre alla preoccupazione di vedere vanificata «l’unica grande opera finalmente avviata, con la gara e le bonifiche dell’area».

Secondo i consiglieri di opposizione, poi, non mancherebbe «il concreto rischio che il progetto venga rimodulato alla luce dei maggiori costi, e, quindi, che si torni a ipotizzare una struttura ridimensionata rispetto all’ambizioso e strategico progetto». A replicare, però, non sono gli uffici della Regione, ma quelli della Città della Salute. «Non si riparte dall’inizio – ribatte il direttore generale -. Ci sono da rivedere le linee di indirizzo per la redazione del progetto definitivo, già discusse con le imprese. Una iniziativa che permetterà di definire lavorazioni e adottare soluzioni tecniche per mantenere il costo dell’intervento in linea con i parametri economici posti a base di gara».

Dall’Anac, nei giorni passati, era arrivato un preventivo nulla osta alla delibera «sulla base della vigilanza collaborativa in essere da anni» come assicura Lavalle, confermando la responsabilità dei rincari. «Quanto è stato fatto ha l’obiettivo di non vanificare il percorso portato avanti fin qui e garantire la prosecuzione della gara che, pertanto, non torna alla “casella di partenza” ma al contrario continua il suo percorso». E su questo sarebbero stati d’accordo tutti anche all’interno della “cabina di regia” istituzionale a cui partecipano Regione Piemonte, Comune, Prefettura, Università di Torino e Politecnico, concordando con Città della Salute «un’ulteriore azione messa in campo per fronteggiare lo straordinario e imprevedibile aumento dei prezzi, che avrebbe rischiato di compromettere il buon esito della procedura».

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