Foto d'archivio (Depositphotos)
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Matematica virologica

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Mio nipote Marco, maturando 18enne, mi ha fatto una domanda alla quale non ho saputo rispondere. Stavamo guardando i resoconti sul Covid nel mondo, e il Tg diceva che il luogo più preoccupante è il Brasile, con le sue varianti (già esportate anche qui) e i suoi 386mila morti. Marco ha tirato fuori il palmare e si è fatto due conti: “Scusa, nonno, ma se il Brasile, che ha strutture sanitarie inadeguate ed è guidato da Bolsonaro, un permissivista che non ha fatto lockdown, ha avuto 386mila morti su una popolazione di 3,5 volte superiore alla nostra, ne ha avuti meno di noi col lockdown! Con la nostra proporzione morti-popolazione (120mila su 60milioni) il Brasile di morti dovrebbe averne 420 mila, non 386”. Matematica. Non c’è niente da dire. Purtroppo è difficile farlo capire a un ragazzo che ha studiato come un matto tutto l’anno in d.a.d. senza vedere i compagni, né a scuola né fuori. Non è vero, come ha scritto un idiota su Fb, che “i ragazzi hanno sempre festeggiato quando potevano schivare la scuola, ed è strano che oggi si lamentino di poter stare a casa con interrogazioni finte”. La scuola non è solo studio, è palestra di vita, gioia, contatti, scherzi. Impedire ai giovani di interagire fra loro e sperare che crescano egualmente equilibrati è come sperare che i cuccioli di qualunque specie di animale, privati dei giochi giovanili, siano equilibrati da adulti. Un’ipotesi che qualsiasi etologo esclude. Davvero: è difficile rispondere a Marco sul perché del coprifuoco estivo alle 22. Ma anche alle 23 o alle 24. I giovani speravano di recuperare d’estate il sacrificio invernale, invece li chiudiamo ancora in casa. Il tutto mentre riapriamo gli stadi al pubblico per gli europei di calcio. Mica bello.

collino@cronacaqui.it

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