IL FATTO

Mascherine Fca, gli operai denunciano. «Bocciate dai nostri test di laboratorio»

L’Usb di Melfi ha fatto effettuare analisi su alcuni campioni: «Non garantiscono il filtraggio necessario»

Almeno due inchieste aperte da altrettante Procure, presidi che chiedono di ritirarle da scuole, genitori preoccupati che presentano esposti. Non accenna a placarsi la bufera che ha travolto le mascherine prodotte da Fca. E a rinvigorirla, adesso, è una denuncia che arriva dall’interno, attraverso un comunicato dell’Unione sindacale di Base della Basilicata e dell’Usb Fca di Melfi, con cui il sindacato rende noto di aver «fatto analizzare, presso un laboratorio accreditato», i dispositivi di protezione «prodotti da Fca e distribuiti a scolari, personale scolastico e lavoratori». E i risultati, spiegano dall’Usb, «dicono chiaramente che i parametri stabiliti dalle normative UNI EN 14683:2019 non vengono rispettati. In parole povere le mascherine Fca» fatte analizzare dal sindacato «non garantiscono il filtraggio necessario a proteggere chi le indossa». I dpi analizzati «hanno dato valori di filtrazione oscillanti tra l’83,53 e l’86,39%, quando la norma UNI EN 14683:2019 stabilisce un limite di accettabilità maggiore del 95% per le mascherine tipo I (due strati) e del 98% per il tipo II e IIR (tre e quattro strati)». I test sono stati effettuati venerdì 15 gennaio 2021 esponendo ad aerosol batterico la faccia interna del campione con un flusso di aspirazione di 28,3 litri/minuto. E allegando la documentazione in proprio possesso, ieri, l’Usb Basilicata L.P. e USB Fca Melfi hanno «inviato alle Istituzioni locali e agli enti preposti una richiesta di intervento».

+++ CONTINUA A LEGGERE IL GIORNALE IN EDICOLA OGGI +++

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single