disability film festival
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L’INTERVISTA

MARTINA CAIRONI. «Le paralimpiadi? Sono state forti emozioni»

Tre giorni di cinema e di incontri per raccontare la disabilità senza pregiudizi e senza stereotipi, e soprattutto senza pietismi: il Disability Film Festival dopo un paio di rinvii causa Covid è pronto a iniziare, dal 17 al 19 settembre ai Laboratori di Barriera di via Baltea 3 (ingresso gratuito su prenotazione).

«La disabilità è un universo sterminato, non si può generalizzare», spiega la direttrice artistica Carmen Riccato. «Abbiamo deciso di proporre tante storie diverse, tante visioni singole con la volontà di costruire un’immagine multiforme della situazione, senza mai banalizzare il tema».

Tra i tanti ospiti della prima edizione spicca Martina Caironi, atleta paralimpica vincitrice della medaglia d’Argento nei 100 metri di atletica alle Olimpiadi di Tokyo 2020 dopo aver vinto l’Oro sia nel 2012 sia nel 2016. Caironi sarà ospite sabato 18 in un doppio appuntamento: alle 16,30 verrà intervistata dal co-direttore Marco Berton in una chiacchierata dal titolo “Vita paralimpica, dentro e oltre lo sport”, alle 20,45 accompagnerà la proiezione del documentario di Marco Zuin “Niente sta scritto” di cui è co-protagonista insieme al giornalista Piergiorgio Cattani, recentemente scomparso.

«Anche Marco sarà con me sabato sera – spiega l’atleta, appena rientrata da Tokyo – per raccontare questa bella esperienza nata grazie alla Fondazione Fontana. Nel 2016 sono diventata loro testimonial e sono stata in Kenya, dove hanno una base in cui operano i loro volontari. Ho portato la mia esperienza di donna e olimpionica che vive una disabilità, è stato bello incrociare il mio percorso con quello di Piergiorgio, che aveva una situazione ben più grave della mia e che è riuscito a usarla come un valore aggiunto nella sua vita».

La presenza di Caironi, soprattutto all’incontro pomeridiano, permetterà di rivivere le splendide emozioni regalate a tutta Italia dalle Paralimpiadi giapponesi. «Sono stata travolta anche io da questa onda azzurra, è stato qualcosa di molto forte e inedito, la ciliegina sulla torta di una carriera che finora è andata a gonfie vele», commenta l’atleta. «Il nostro sport è individuale, ma in questo caso è stato bellissimo condividere l’emozione di questa vittoria di squadra, abbiamo proprio fatto il botto, abbiamo sbancato tutto: il nostro podio tutto azzurro è stato l’emblema di quanto stia crescendo il movimento».

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