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MAGIA LANGHE

Mario Biondi live: «Amo l’atmosfera che crea Monforte»

Il cantautore e crooner siciliano si esibirà questa sera nella splendida location dove ha registrato il tutto esaurito

Con la sua voce incredibilmente soul è “Il bianco più nero d’Italia”, parafrasando una celebre canzone di Vinicius De Moraes. Signori, ecco Mario Biondi (all’anagrafe Mario Ranno). Il cantautore e crooner siciliano che questa sera, dalle 21, sarà ospite della rassegna “Monfortinjazz”, nel suggestivo scenario dell’Auditorium Horszowski, ha sbancato l’intera posta, facendo registrare il più classico dei sold out, tutto esaurito. Prima del concerto il grande interprete, con un modo di cantare che rimanda agli anni Settanta quasi come un’ibernazione, si confida a cuore aperto con CronacaQui.

Che concerto si deve aspettare il pubblico di Monforte?

«È un viaggio musicale tra Italia e Brasile, due diverse culture musicali che possono convivere benissimo. Proprio nel mio ultimo album, intitolato “Brasil” proposi al pubblico una serie di inediti e di classici del repertorio verde-oro. Ci ho messo dentro tutta la mia anima jazz e al tempo stesso il fatto di essere profondamente immerso nella musica e nella tradizione italiana. Stasera porterò ciò che sono, adattandomi ad un palcoscenico davvero splendido».

Sarà nel paesino delle Langhe per la terza volta. Cosa le piace in particolare di Monforte?

«L’atmosfera suggestiva completata dall’ottica acustica dell’Auditorium. Tutti elementi che aiutano il pubblico a immergersi completamente nella musica, Ed è proprio ciò che voglio creare. Inoltre sono molto felice di tornare in Piemonte, dove ho trascorso parte della mia infanzia e conservo sempre ricordi molto dolci».

È riuscito a trasmettere la passione per la musica ad almeno uno tra i suoi otto figli?

«Per fortuna sì. Il più grande è un polistrumentista che suona chitarra e batteria e ha già avuto diverse esperienze. In ogni caso credo che tutti, in modo diverso, si siano appassionati alla musica. Certo, avendo età e personalità differenti, è anche normale che abbiano gusti vari. Avendoli sempre a fianco cerco di condividere ogni cosa con loro, quando scrivo e quando canto».

Le piace come è trattata la musica al giorno d’oggi?

«Fare il musicista è diventato sempre più difficile ormai. Bisogna avere le idee molto chiare ed io, per fortuna le ho. Da qualche giorno è uscito “Sunny days”, un duetto con Clevaeland Jones, astro nascente del jazz».

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