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Spettacolo
LA CONTESSA DEL CINEMA AL TFF

Marina Cicogna: «Io, la prima donna italiana con l’Oscar»

La produttrice ha ricevuto il Premio speciale Fondazione Crt. Vinse la statuetta per “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”

Giornata speciale ieri al Torino Film Festival 40, che ha consegnato nelle mani della prima grande produttrice del cinema italiano, la contessa Marina Cicogna, il neonato Premio speciale Fondazione Crt. Nella sede centrale della Fondazione, protagonista anche in serata con il premio al suo consigliere Giampiero Leo per i quarant’anni di continuo sostegno al festival, Cicogna ha ricordato i fasti di una carriera unica, culminata nel primo premio Oscar vinto da una donna, come produttrice di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” del 1970.

«Lavoravo nella società di distribuzione di famiglia – confessa ricordando i suoi inizi – ma mi ero stufata di dedicarmi a film di altri e così ho iniziato a fare i miei. Tra i primi ricordo “Metti una sera a cena” di Patroni Griffi in cui ho avuto modo di lavorare con il grande Ennio Morricone: ancora mi commuovo quando sento quella colonna sonora».

Prima donna ad affermarsi nel cinema italiano («Oggi le cose sono molto cambiate, per le donne tutto sta migliorando: chi ha talento ora può farcela»), Marina Cicogna ha avuto parole dolci per tante persone con cui ha creato cinema.

«Ho lavorato con tantissimi grandi autori ma l’unico che posso dire fosse anche mio amico era Elio Petri, che si è tenuto a casa il mio Oscar: era straordinario, avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Anche tecnicamente era eccezionale, un vero genio».

Marina Cicogna ha prodotto film di rilievo internazionale, da “Django” a “C’era una volta il West”, da “La classe operaia va in paradiso” a “Mimì metallurgico ferito nell’onore”. «Ho sempre scelto la qualità, senza pensare alla politica o ad altro: ancora ricordo le telefonate di Zeffirelli, con cui giravo “Fratello sole sorella luna”, che era arrabbiatissimo perché nello stesso tempo facevo anche “Indagine” con Petri».

Ritiratasi dal cinema per motivi familiari Cicogna è un po’ critica verso il sistema attuale. «Ai miei tempi ci facevamo dare i soldi dalle banche e poi dovevamo restituirli, oggi invece c’è un meccanismo di finanziamenti statali che non approvo. Avevamo più responsabilità ma lavoravamo anche con altri obiettivi, cercando di unire il piacere del pubblico alla qualità dei progetti».

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