Marcia
Cronaca
La manifestazione

No Tav, tensioni al cantiere di San Didero con sassi e petardi. La polizia risponde con lacrimogeni e idranti. Un agente ferito [FOTO e VIDEO]

Riprende la lotta contro l’infrastruttura. Perino, leader del movimento: “Quest’opera non potrà mai lavorare in pace”. Intanto partono i lavori di scavo anche al Moncenisio

Tutto pronto in Valsusa per l’annunciata “Marcia popolare No Tav”, da Bussoleno a San Didero. Il grosso dei manifestanti si è riunito alle 11 in piazza Mercato a Bussoleno, dove in attesa della partenza sono state preparate diverse porzioni di polenta concia.

Queste le dichiarazioni del leader del movimento No Tav, Alberto Perino: “C’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre nonostante la magistratura, la polizia, i giornali e tutto il resto. Quest’opera non potrà mai lavorare in pace. Non ci sono i sindaci? Ci sono, ma senza fascia. Non è un problema nostro, è un problema loro”. In marcia anche alcuni cani e il pittoresco Fra Dolcino.

Intorno alle 12.25, finalmente, il plotone si è messo in marcia, accompagnato da musiche assordanti:

Al microfono Dana Lauriola, storica attivista No Tav:

Canti e balli lungo il cammino:

 

L’arrivo al cantiere di San Didero, parte ‘l’operazione accerchiamento’:

Al cantiere di San Didero battitura dei cancelli per protesta:

Lancio di sassi e petardi, la polizia ricorre a idranti e lacrimogeni. Un agente ferito da un petardo.

Partono i lavori di scavo anche al Moncenisio

Proprio mentre è in corso la marcia arriva l’ufficialità dell’inizio dei lavori di scavo del tunnel di base anche nella zona del Moncenisio, in Francia: ruspe ed escavatori in azione nel cantiere operativo 08 a Villard-Clèment, nel comune di Saint-Julien-Montdenis. Sulla circostanza si è espresso anche il ministro dei Trasporti Salvini, durante un evento a Milano: “Sulla Tav tireremo dritti come treni, abbiamo una riunione la settimana prossima, il 13, e sarà italo-francese. Interverrà il ministro francese, ci sarò io e un commissario europeo. Supereremo i professionisti del ‘no’. Se ascoltassimo i signori del ‘no’ non faremmo nulla”.

 

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