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IL REPORTAGE

Manovali, disoccupati e pensionati a caccia del pasto tra scarti e rifiuti

Crescono le schiere di disperati e c’è chi scende in strada con il figlio disabile

«Andiamo Rocco, è ora di rientrare». Rocco, disabile, obbedisce e segue l’anziana madre, che ha appena raccolto la frutta al mercato. Stanno rincasando, poi si fermano perché a terra c’è ancora del cibo commestibile. La donna si china e lo mette in borsa. «A casa ho un altro figlio. Se non ci portassero i pacchi, resteremmo senza mangiare». E come loro tanti altri, in corso Racconigi. Mercato che a fine giornata diventa il boulevard dell’elemosina e delle vite segnate dalla povertà. Dove si incontra quell’esercito di indigenti, che cresce a dismisura da quando la pandemia è entrata di prepotenza nella nostra quotidianità. A raccogliere il cibo nei bidoni o in mezzo alle cassette ammassate dai fruttivendoli sono italiani, in nove casi su dieci. Come Antonino, che faceva il muratore per una cooperativa ma è senza lavoro da mesi. Sta frugando tra le mele cercando quelle più buone.

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