IVREA

Manital da mesi senza stipendi. I lavoratori protestano a Torino

Oggi un nuovo incontro in programma al ministero dello Sviluppo economico

Si occupano delle pulizie nelle grosse aziende, pubbliche e private, per esempio Fca, Iveco, Telecom, Inps, Inail e Equitalia, del nostro territorio. Ma lavorano da mesi senza stipendio. Così ieri mattina gli addetti della Manital, azienda con sede a Ivrea, si sono ritrovati in piazza Castello sotto la prefettura per denunciare quella che giudicano «una situazione insostenibile».

Una situazione che secondo i sindacati che hanno preso parte al presidio coinvolge, solo in Piemonte, circa un migliaio di lavoratori. Un problema, quello dell’assenza di stipendi, che riguarda i dipendenti in tutta Italia. Le proteste si stanno infatti svolgendo in tutto lo stivale, da Nord a Sud. «L’azienda – hanno spiegato i sindacati – ha confermato la crisi di liquidità dovuta ai mancati pagamenti della pubblica amministrazione ma a quanto ci risulta la situazione è ben più complessa». «Solo nella provincia di Torino – spiegano ancora le rappresentanze sindacali – sono circa un migliaio le persone che aspettano da oltre 60 giorni i soldi e che non riescono più ad andare avanti: solo in alcuni appalti come Trenitalia e Fca sono abbastanza regolari mentre in altre realtà, soprattutto nel pubblico, la situazione è davvero critica. Negli scorsi mesi abbiamo incontrato la proprietà diverse volte ma finora non si è mai mosso nulla». E nemmeno l’incontro in prefettura ha sortito l’effetto sperato. Secondo Filomena Lamacchia della Filcams «non sono stati in grado di darci le risposte che ci aspettavamo, non è arrivata nessuna garanzia». Uno dei problemi principali è legato al fatto che gli appalti dei lavoratori della Manital non sono in scadenza «così – prosegue la sindacalista Filcams, che ieri ha incontrato il leader della Cgil Maurizio Landini a margine dell’incontro organizzato dalla Fiom alla “Fabbrica delle E” – stiamo puntando sulle committenze e abbiamo bloccato i pagamenti. Non sappiamo però cosa ne sarà di tutti questi lavoratori». Qualche risposta in più potrebbe arrivare oggi da Roma, dove è in programma un incontro al Mise.

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