cibo plastica
Buonanotte

Mangiare immondizia

Un’indagine condotta in Austria dal prof Schwabl ha trovato microplastiche nelle feci umane. Sono ormai dappertutto, nel miele, nel sale, nei pesci… e non sono biodegradabili. Ce le dobbiamo tenere. Ho solo paura che dopo l’allarme per le microplastiche arrivi quello per le nanoplastiche (esistono anche quelle, non filtrabili) e l’Onu ci monti sopra qualche ecobusiness come è successo per le micropolveri e le nanopolveri. Non resta che sperare nell’adattamento progressivo dell’uomo ai veleni. Dopotutto siamo sopravvissuti a millenni di fumo passivo nelle nostre caverne-capanne-case scaldandoci e cucinando con legna e carbone. Anche intorno a Cernobyl e all’interno del poligono nucleare sovietico di Semipalatinsk c’è gente che continua a coltivare ortaggi e allevare bestiame. Certo, la mortalità è maggiore, ma pian piano c’è chi si adatta, mutando e sviluppando anticorpi: i premi Nobel 2018 Honjo e Allison sostengono che entro il 2050 ogni forma di tumore sarà sconfitta dall’immunoterapia. L’ultima novità in fatto di rifiuti arriva dalla Cina, dove la Shandong Qiaobin Agricultural Co. li smaltisce in diversi stabilimenti facendoli mangiare, triturati, dagli scarafaggi. In uno degli impianti le blatte eliminano fino a 50 tonnellate di scarti al giorno fatti arrivare nelle loro gabbie con una rete di tubi. Non male. L’inceneritore di Torino ne smaltisce altrettante ogni ora, ma dicono che inquina. Le boie panatère no. I cinesi, poi, riducono le blatte “sature” in farina e ci alimentano gli animali d’allevamento. Soma torna lì. I cinesi mangiano quegli animali, e con essi la rumenta assimilata dalle boie panatère. Non resta che sperare che i premi Nobel abbiano ragione.

collino@cronacaqui.it

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