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MANGIAQUI – 5 PIATTI DA PROVARE, 5 MOTIVI PER TORNARE

Mangiare è uno dei quattro scopi della vita, recita un antico proverbio cinese, quali siano gli altri tre, nessuno lo ha mai saputo. Certamente, per noi, mangiare deve essere un piacere. Questa nuova rubrica nasce con l’intento di condividere cinque piacevoli esperienze culinarie. Cinque piatti orgoglio di chi li ha cucinati e serviti, che caratterizzano il locale e ci danno un buon motivo per andarli a provare.

Partiamo da uno dei simboli dell’italianità nel mondo, la pizza, quella del ristorante Il Cavaliere, a un passo da Piazza Massaua a Torino. Il menù è ricco, ma noi preferiamo scegliere la semplicità, il pomodoro, il profumo del basilico, la ricchezza della mozzarella di bufala e l’inconfondibile aroma del “giro” di olio extravergine di oliva a fine cottura. Per un’ulteriore spinta al gusto e al benessere, abbiamo scelto l’alternativa di impasto con farine ai multicereali, grano tenero arricchito di segale, orzo, avena e semi di girasole, lino e sesamo. I bordi croccanti fuori, morbidi e leggeri dentro, perfettamente cotti. Vietato lasciare le croste nel piatto.

Arancino o arancina? Da Sicily on streEat, arancineria in pieno centro, abbiamo assaporato un vero pilastro della tradizione siciliana, con la lettera O. Prima la bocca incontra la doratapanatura, asciutta e leggera, poi la calda morbidezza del riso, in un’esplosione di ripieno di carne e formaggio. Un equilibrio studiato, una ricetta fatta di attenzione e costanza. Solo burro, mai la margarina, può celebrare questo matrimonio di sapori, per un prodotto sempre buono. Un cibo perfetto per queste fredde giornate invernali, anche da passeggio.

Sempre in centro incontriamo la BŌL, più di un panino al femminile, ma uno scrigno di pane artigianale. Fatta con ingredienti semplici e lievito madre. Nel ripieno, invece, troviamo veri piatti della tradizione italiana e non. Polpo e patate, melanzane alla norma, pulled pork, il menù prova ad accontentare tutti, con proposte dolci, vegane e formati mini.

Guardando a oriente, da Osaka in Borgo San Paolo, la frittura si chiama tempura. Ci è piaciuta la tradizionale di gamberi, branzino, salmone e calamari e verdure. Troviamo anche il pollo. Il segreto è l’acqua ghiacciata, che a contatto con l’olio bollente crea le tipiche bollicine di una frittura ben croccante e non unta. La qualità dei prodotti impiegati si sente e ci tranquillizza anche nel consumo di piatti crudi come il sushi o il sashimi.

Dulcis in fundo, la pastiera artigianale del Sunrise Cafè, inattesa sorpresa di fine pranzo in questo bar-trattoria, che ci riporta ai gusti d’altri tempi. Il cucchiaino prima scivola nel morbido ripieno dorato fatto di grano, cotto da loro, uova e ricotta, poi incontra la pasta frolla, croccante, ma che cede gentilmente al morso. Gli aromi e i canditi arricchiscono il gusto e rendono questa pastiera unica. Magari a merenda ci meritiamo un’altra fetta.

Il cavaliere: L’impasto ai multicereali è un’alternativa in grado di migliorare una pizza già ottima. I semi di girasole, lino e sesamo arricchiscono di gusto e benessere.

Via Angelo mosso 8, 10146, Torino. Tel: 011.7732305

Sicilia on street: L’arancino è un equilibrio di abbondante ripieno e leggerezza. Ottimo da gustare con calma e perfetto per un pasto veloce.

Via Carlo Alberto, 7.A, 10123, Torino. Tel: 0118172905

Bol: La BŌL è l’evoluzione di pane e companatico. Un nuovo modo di servire piatti della cucina italiana e internazionale.

Via San Francesco da Paola 4B, 10123, Torino. Tel: 0112457913

Osaka: La tempura rispetta la tradizione giapponese più autentica. Un fritto di pesce, crostacei, pollo e verdure croccante e leggero.

Via Rivalta, 23E, 10141, Torino. Tel: 0113823439

Sunrise Cafè: La pastiera, da gustare a colazione, a merenda o a fine pasto è artigianale. Degna della miglior esperienza campana, a Torino.

Piazza Arturo Graf, 118, Torino. Tel: 0116598907

Massimiliano Barisone

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