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Manganellate verbali

Il fatto che la sinistra sia contraria agli Ogm (la manipolazione genetica dei vegetali), ma favorevole alla manipolazione degli embrioni umani (uteri in affitto) non è l’unica sua contraddizione. I compagni, ad esempio, si battono per il rispetto della biodiversità e degli ecosistemi: bisogna lasciare tutto come sta. “Biologico” è la parola d’ordine. Gli ecotalebani gongolano quando trovano il gianìn nelle biomele rachitiche e costose che comprano nelle bioboutiques, perché è la prova che “non sono trattate”. Per difendere il bio ogni sacrificio, compreso deglutire un verme, è meritorio. Se però dal bio si passa allo psico, la musica cambia. I compagni odiano la psicodiversità. Qui la ‘parola d’ordine’ diventa ‘ordine’ tout court: omologazione, soprattutto al politicamente corretto. Tutto il resto è bestemmia. L’individualismo? Vizio Nietzchiano che puzza di nazismo. La difesa dei confini? Sovranismo fascistoide. Il richiamo alle radici etnoculturali? Roba da leghisti (cioè poco più che trogloditi). Chi è maschilista o xenofobo è uno psicopatico da sottoporre a T.S.O. o un fascista da picchiare. D’altra parte, se la proprietà privata è demonizzata addirittura dal Papa, non stupitevi che Bruxelles vieti ogni accenno alle nostre radici cristiane. Poi però, quando i compagni passano agli insulti, la loro psicovarietà salta fuori, bella chiara. Per il mio articolo sull’asterisco obbligatorio nei comunicati del Liceo Cavour ho ricevuto questo sms: “culatone fascista, sei un deficiente, curati”. Tre discriminazioni politicamente scorrettissime usate come manganellate verbali. Sul sesso (culatone), sulla libertà d’o p i n io n e (fascista) sugli handicap (deficiente). Loro sono così.

collino@cronacaqui.it

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