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PALLONE D’ORO E FINALINA

Mancini vota Jorginho e carica per il Belgio: «Dobbiamo batterli»

In casa Azzurri, più che la sfida di oggi pomeriggio (fischio di inizio ore 15; diretta su Rai1) contro il Belgio per il terzo posto nella seconda edizione di Nations League, tiene banco il Pallone d’Oro. Fresco è infatti il “listone” dei trenta candidati diramato da France Football venerdì scorso. Cinque gli azzurri candidati, sull’onda lunga dell’entusiasmo per la vittoria dell’Europeo 2020.

Mancini, 5 azzurri candidati. Lei a chi darebbe il suo voto?
«Loro sono lì perché sono bravi, non per merito mio. Per me il Pallone d’Oro lo deve vincere Jorginho, ha vinto di tutto e se lo merita ampiamente. Mi sembrerebbe strano il contrario».

Tornando alla partita: contro il Belgio vedremo qualcosa di nuovo?
«Provare qualcuno di nuovo vuol dire dagli la possibilità a qualche altro giocatore di dimostrare il suo valore. È importante, anche perché poi qualche titolare può mancare e poi la gara contro il Belgio è importante anche per consolidare la nostra posizione nel Ranking».

Cosa promette ai calciatori e ai tifosi per i prossimi tre anni?
«Noi abbiamo intrapreso una bellissima strada e dobbiamo continuare su questa strada. Abbiamo ragazzi giovani che possono giocare insieme ancora per 5-6 anni. Sono stato molto orgoglioso l’altra sera di quanto hanno fatto, sia nel primo tempo sia nella ripresa: giocare con la Spagna in 10 uomini è la cosa peggiore, ma siamo riusciti a essere compatti e a fare gol. C’era il rischio di perdere 4/5-0 e invece sono stati molto bravi».

Non ci saranno Lukaku e Hazard. Cambierà qualcosa per voi?
«No, noi dobbiamo guardare innanzitutto alle condizioni fisiche di diversi giocatori. Sicuramente qualcosa cambieremo, il Belgio è primo nel Ranking e quindi non avrà problemi per il sorteggio, mentre noi dobbiamo vincere».

Giusto insistere sul falso 9?
«Non è un grande problema questo. Nel primo tempo la squadra stava giocando bene, ha avuto un paio di occasioni per fare gol. Voi a volte parlate del finto nove, ma Insigne e Chiesa sono attaccanti, non sono giocatori difensivi. La squadra gioca e attacca, poi quando siamo rimasti in 10 è cambiato tutto. È chiaro che un po’ il possesso palla glielo devi concedere, ma bisogna anche rispettare le qualità degli avversari».

Ci sarà spazio Raspadori?
«Io l’avrei fatto giocare anche a San Siro ma siamo rimasti in 10 uomini. Contro il Belgio avrà possibilità di giocare… ma dobbiamo pensare anche che è un ragazzo giovane, lui avrà un grande futuro ma non possiamo dare a lui tutte le responsabilità».

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