caos scuola
Cronaca
IL CASO. Dopo il boom di contagi, focolai e quarantene

Mancano prof e bidelli, l’allarme dei sindacati: «La scuola è nel caos»

Cgil, Cisl e Uil dettano le regole per la ripartenza in classe. E Cirio riunisce d’urgenza il tavolo sull’Osservatorio Covid

Il virus dilaga tra i banchi e la macchina organizzativa per gestire il contagio a scuola è sempre più nel caos. Tant’è che la Regione ieri ha convocato una riunione di emergenza dopo i numeri presentati martedì che parlano di quarantene triplicate e una crescita di ben sette volte il numero di focolai in una sola settimana. Nel frattempo alunni e personale scolastico diminuiscono a vista d’occhio nelle classi, mentre aumenta la preoccupazione dei presidi e dei sindacati Cgil, Cils e Uil che ieri hanno hanno incontrato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Fabrizio Manca, il commissario strategico della Regione Piemonte, Pietro Presti e le Ooss regionali, evidenziando lo stress a cui sono sottoposti i dirigenti scolastici, tra lentezze comunicative e contraddizioni nelle norme ad ogni livello. Un caos burocratico che scopre il fianco della scuola al virus: i più colpiti sono i bambini delle materne e delle elementari, molti dei quali senza vaccino, ma il contraccolpo lo stanno subendo anche professori e bidelli. Secondo l’Associazione Nazionale Presidi (Anp) di Torino manca addirittura il 25% del personale, costretto in casa in quarantena. «E i supplenti – spiegano – sono quasi impossibili da trovare, considerando che vengono reclutati anche dal Sud Italia per un periodo di tempo che in certi casi non supera i tre giorni».

Ieri pomeriggio i sindacati Cgil, Cisle e Uil di categoria hanno chiesto «un distinguo tra le misure sanitarie e le misure di competenza scolastica, tra cui la quarantena e didattica a distanza» si legge nel comunicato congiunto firmato da Luisa Limone, Flc Cgil Piemonte, Maria Grazia Penna, Cils Scuola Piemonte e Diego Meli, Uil Scuola Piemonte. Inoltre, nell’incontro, si sono evidenziate «le mancate risposte in tempi certi e utili da parte delle Asl (i provvedimenti sanitari pervengono a tempi scaduti, si riscontra difformità nel conteggio della tempistica relativa ai contatti) e l’incertezza delle indicazioni relative ai tamponi gratuiti presso le farmacia, oltre alla difficoltà di applicazione della circolare ministeriale sull’inclusione, che entra in contraddizione con le misure sanitarie disposte dai Sisp». I sindacati confederati hanno poi chiesto il coordinamento da parte della Regione con tutti gli attori interessati al fine di dare indicazioni comprensibili, tempestive e coerenti per le scuole e per le famiglie.

Per quanto riguarda la tutela della salute, Cgil, Cils e Uil hanno ribadito «la richiesta di distribuzione celere e gratuita delle mascherine Ffp2 per tutto il personale della scuola e per le allieve e gli allievi», attualmente distribuita soltanto ai soggetti fragili, e di «porre maggiore attenzione alla campagna vaccinale per la fascia di età tra i 5 e gli 11 anni, dove risulta un’adesione ancora bassa, escludendo bambine e bambini da ogni possibile discriminazione a salvaguardia del contesto educativo», sottolineando «l’importanza di garantire salute e sicurezza per lavoratori e studenti». La Regione è subito corsa ai ripari.

Nel pomeriggio infatti si è svolto un incontro dell’Osservatorio Covid sulla scuola voluto dal presidente della Regione Alberto Cirio per promuovere su questo tema complesso e prioritario un confronto inter-istituzionale tra la Regione Piemonte, l’Usr, i Sisp delle Asl e la Commissione Salute del Consiglio regionale. Obiettivo: «Lavorare insieme a una semplificazione che renda il più possibile gestibile l’applicazione della normativa nazionale vigente, non solo per la Regione e il sistema sanitario, ma anche per le scuole e le famiglie».

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