antonia leucemia
Cronaca
VIA CRAVERO

Malata di leucemia ai “domiciliari”: «Datemi una casa senza barriere»

Il calvario di Antonia dura da un anno e mezzo. Ma ora Atc accoglie la sua domanda

Fatica a deambulare, figurarsi a scendere le scale. Da un anno e mezzo la vita di Antonia, 61 anni, si è trasformata in un incubo. Colpa di una maledetta leucemia mieloide acuta che le ha tolto le forze ma non la speranza che qualcosa, un domani, possa cambiare. La donna, residente nelle case popolari di via Cravero 33 interno 30, vive al quarto piano di un alloggio che non ha ascensore. «Vent’anni fa, quando sono venuta ad abitare qui, non era un problema – racconta con un filo di voce -. Poi la musica, dal 2021, è cambiata. E ho chiesto ad Atc un cambio alloggio. Ho bisogno di una casa adatta alle mie esigenze». Un appartamento al pian terreno o ai piani alti ma con un ascensore. «Oggi è impossibile persino portarla a fare una passeggiata in carrozzina, vive come se fosse ai domiciliari» spiega la figlia Valentina. Il calvario è iniziato a novembre del 2021. «Sentivo dolori sparsi e mi hanno portato al San Giovanni Bosco in ambulanza» ricorda Antonia. Prima del trasferimento alle Molinette e della terribile notizia della leucemia. I suoi fratelli e le sue sorelle (in totale sei) l’hanno sempre aiutata e, anzi, uno di loro – Maurizio – ha acconsentito a un trapianto di midollo osseo. Ma la signora, spesso costretta a letto, ha perso circa 30 chili in appena 15 mesi. Fin dal primo ricovero i familiari han sempre dovuto farsi in quattro per portarla su e giù a spalle o con la sedia. Prima che venissero attivate le cure domiciliari. «Da giugno un altro calvario – prosegue la figlia -, terminato a dicembre». Ma la casa resta una necessità. Anche perché in via Cravero anche il bagno rappresenta un problema: è troppo piccolo e il girello non entra. La situazione della signora è nota ad Atc, che si sta adoperando per risolverla. A fronte di un peggioramento delle sue condizioni di salute, la donna ha presentato una domanda di cambio alloggio in deroga allegando, con varie integrazioni, la documentazione medica necessaria ad attestare il problema. La sua richiesta è stata analizzata da apposita commissione il 15 settembre 2022 e il 13 ottobre la signora ha ricevuto la comunicazione di Atc che le diceva che il cambio era stato approvato. «Tuttavia, sono purtroppo numerose le richieste di cambio alloggio per situazioni gravi e urgenti – spiegano da Atc – , a fronte di una scarsa disponibilità di appartamenti liberi e accessibili, adeguati per ospitarle. In questo caso, ad esempio, serve un appartamento grande, per ospitare le cinque persone (due figli e due nipoti) che compongono il nucleo familiare e in uno stabile con ascensore e senza barriere architettoniche». L’attesa comunque non sarà ancora lunga: gli uffici stanno procedendo con gli abbinamenti e tra qualche settimana saranno in grado di proporre anche a questo nucleo una sistemazione alternativa e più adatta alle nuove esigenze. «Dopo tante lettere e tanta burocrazia – replica il consigliere comunale di Fi, Domenico Garcea -, sono soddisfatto che l’Atc abbia accettato la richiesta di cambio alloggio, ora la preghiera è che l’appartamento venga assegnato quanto prima».

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