(foto depositphotos)
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Mai prestare libri

Certi comportamenti sono così incoerenti da rasentare il comico. C’è chi va in palestra (pagando abbonamenti carissimi), e poi cristona se trova l’ascensore guasto. O si compra il grattaformaggio elettrico per evitare la dura fatica di grattarlo a mano. Ci sono le madame che fanno jogging, massaggi, diete e ginnastiche d’ogni tipo per tenersi in forma, e poi, pur di non fare due passi in più, mollano i loro Suv chiusi a chiave, con le quattro luci lampeggianti, in doppia fila, o di traverso sui marciapiedi, davanti ai passi carrai. E non per fretta. Le vedi chiacchierare tranquille, al ritorno, ignorando la lunga fila d’automobilisti inferociti. Le vedi salire a bordo  con calma, senza degnare d’uno sguardo o di un “mi scusi” il poveraccio che suona da tempo perché deve entrare nel portone.

C’è chi si vergognerebbe come un ladro a chiedere in prestito una valigia o una cravatta, ma trova normale farlo coi libri (che poi regolarmente dimentica di restituire, senza farsi problemi): «È bello? Allora passamelo, quando l’hai finito». Come se mangiassero solo valigiai e sarti, e scrittori, editori, librai vivessero d’aria. Ce ne sono poi altre, di usanze ugualmente incoerenti, che non danneggiano nessuno, ma sono comiche lo stesso. Un esempio? Nei pranzi o nelle cene con invitati, dove si spendono fortune in cibi e vini, e intere portate rientrano in cucina intonse, accompagnate dai “grazie, non ce la faccio più”, la padrona di casa, alla fine, fa la conta: «Chi vuole il caffè? Tu? Tu? Allora, solo sette? Nessun altro?» come se farlo per tutti, avanzandone qualche tazza, fosse uno spreco intollerabile. Misteri della psiche umana, o riaffiorare di antiche povertà?

collino@cronacaqui.it

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