La dimora barocca è stata messa in vendita dal Comune nel 2009

Macerie, disperati e rifiuti “infestano” Villa Capriglio

Sulla strada per Pino i segni del passaggio di writers e sbandati

«Dimora infestata dai fantasmi», «luogo di messe nere e riti satanici» e addirittura «casa che scompare nel nulla durante le notti invernali di nebbia e plenilunio».

Circolano tante leggende at- torno a “villa Capriglio”, la residenza settecentesca di strada al Traforo del Pino 67. Ciò che è certo però è che l’edificio, di proprietà del Comune di Torino, sta lentamente cadendo a pezzi, e al suo interno si vedono tutti i segni di un’occupazione abusiva prolungata nel tempo.

La residenza fu realizzata nel XVIII secolo da un allievo dell’architetto Filippo Juvarra su commissione della famiglia Marchisio che vi abitò fino al 1746, quando la vendette a Giovanni Paolo Melina Conte di Capriglio, del quale tutt’ora conserva il nome.

Nel 1773 la casa fu acquistata dal Regio Demanio, e nel 1870 passò alla famiglia Cattaneo che la mantenne per circa un secolo per poi cederla alla città di Torino.

Il restauro, iniziato negli anni ’70, non fu mai portato a termine, e lo stabile venne abbandonato.

Utilizzata per qualche anno come location di feste aperte ai cittadini, la dimora barocca è stata poi messa in vendita dal Comune nel 2009.

E oggi versa in uno stato di degrado avanzato. I vetri delle finestre sono tutti rotti e la maggior parte dell’intonaco è crollato.

Una porta al piano terra, chiusa in precedenza con blocchi di cemento, è stata nuovamente sfondata, e all’interno della struttura si vedono sedie di plastica, macerie di cantiere, grovigli di fili elettrici, televisori rotti, e perfino dei giocattoli.

Nel giardino circostante si possono trovare alcune persiane della villa buttate nell’erba e numerosi rifiuti: bombole del gas, sacchi dell’immondizia pieni di bottiglie di birra, vecchi vestiti, teloni di plastica, e bombolette spray usate per imbrattare le facciate e i muri interni.

Uno scempio che non sembra avere fine, almeno fino a quando non si troverà un acquirente interessato.

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