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Buonanotte

Ma io fischiavo al cane!

La lotta alla discriminazione dei Lgbt (Legge Zan) si accompagna all’ostinazione del PUPC (Pensiero Unico Politicamente Corretto) nell’invocare quote rosa in tutti i campi, cambi Boldriniani delle desinenze e condanne a posteriori (vedi MeToo) degli autori di presunte violenze o pressioni eccessive o complimenti troppo arditi nei confronti delle donne, anche trent’anni dopo i fatti. Ormai corteggiare una donna è diventato rischiosissimo: come niente ti puoi trovare processato, sputtanato, licenziato, segato nella carriera. È di questi giorni la crociata contro il “cat calling”, che significa letteralmente “dare della gnocca” (cat deriva da “pussycat”, sinonimo inglese della vulva) a una donna. Anche senza dirglielo. Basta fischiarle dietro. L’approdo di tutte queste ossessioni tardofemministe è una terrorizzazione progressiva del maschio, con prevedibile suo ripiego sull’omosessualità o almeno la bisessualità. Mi piacerebbe tanto essere ancora vivo nel 2100 per vedere le donne non lesbiche dannarsi invano per truccarsi, pettinarsi, vestirsi in modo osé e ancheggiare di fronte a maschietti arcobaleno indifferenti, dediti ad amoreggiare fra loro come a Sparta. Il gigolò (mestiere primordiale come il suo corrispondente femminile) avrà in quel futuro lontano, nel menu delle prestazioni etero, anche le avances. Pur di essere “cat called” le donne di dopodomani pagheranno, e rimpiangeranno i tempi in cui le loro trisnonne le avances le ricevevano gratis. Palpata fugace tot. Complimento audace tot. Fischio semplice tot. Fischio con complimento urlato tot. Come nel tariffario dei bordelli d’una volta: marchetta semplice tot, doppia tot, mezz’ora tot, eccetera. Che mond balòss!

collino@cronacaqui.it

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