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Cronaca
IL CASO

Lupi a caccia sull’isolone di Bertolla: sbranate 24 pecore, ferito un cane

Ultimi due mesi da incubo per un gregge alle porte di Torino, ora difeso da due grossi maremmani

Dodici pecore sparite e altre dodici ammazzate. Per quella che possiamo definire una vera e propria mattanza. I lupi continuano a tormentare il gregge dell’isolone di Bertolla. La denuncia arriva dalla coppia di allevatori che custodisce gli animali e che negli ultimi giorni si è dotata di due grossi maremmani abruzzesi, addestrati al combattimento contro il lupo. «I cani ci sono stati affidati – racconta Bruno, l’allevatore -, perché la situazione è diventata altamente problematica. Da due mesi a questa parte ci sono state molte predazioni da parte dei lupi, sbranando 12 pecore mentre altrettante sono sparite».

Le fototrappole
E che si tratti di lupi e non di randagi è ormai chiaro. La certezza arriva dalle fototrappole collocate dai guardiaparco del parco fluviale del Po e dall’esito del dna sulle pecore sbranate. I tamponi eseguiti sulle carcasse hanno dato esito chiaro: quel dna appartiene davvero a dei lupi (e non a dei cani randagi) che dalla collina di Superga si stanno spingendo fino in città dove sono state scovate delle tracce nei pressi della spiaggia del Meisino. Gli animali guadano il Po e puntano verso il gregge, la maggior parte sono pecore Suffolk, arrivate dall’Irlanda. Su alcune di loro, inoltre, sono stati trovati dei buchi compatibili con il morso di un grosso cane. Inoltre sempre tra i prati sono stati rinvenuti escrementi di lupo, con all’interno tracce di capriolo. «Per contrastarli abbiamo provveduto a elettrificare i recinti e a inserire questi cani – continua Barbara -. E solo cinque giorni fa uno di loro ha avuto uno scontro. Il maremmano ha riportato alcune ferite sul muso, per fortuna guaribili». Il pastore è stato curato dai veterinari con cure antibiotiche e antinfiammatorie, ed è già tornato a guardia del gregge. Sono ancora 70, a tal proposito, le pecore sopravvissute.

La situazione
Al momento la situazione lupi è tenuta sotto controllo dall’Asl grazie alle fototrappole poste sull’isola e al controllo del dna sulle carcasse degli animali uccisi. Ma il fatto che i lupi continuino a scendere sull’isola risulta essere preoccupante anche per la presenza di insediamenti urbani. Tra maggio e giugno, in differenti occasioni, numerose pecore sono state trovate morte. Si è così ricorso all’utilizzo di cani addestrati che possono essere particolarmente aggressivi qualora ritenessero minacciato il loro territorio.

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