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IL CASO

«L’uomo con l’ascia in centro è stato giustiziato all’ex Moi»

La rivelazione di un super testimone. Ma gli orari non tornano

Un omicidio tentato e uno consumato. Il timore che in città sia in corso una guerra tra bande della mafia nigeriana, le dichiarazioni di un super testimone che sembrano confermare l’esistenza di una faida ma poi vengono smontate dagli esiti di un’autopsia. C’è tutto questo, e anche di più, nel giallo che inizia con un uomo con il cranio sfondato a colpi di ascia, un altro che fugge, il marciapiede di via Pietro Micca intriso di sangue. Mancano pochi minuti a mezzogiorno del 17 gennaio 2019 e il centro di Torino piomba nel terrore. Passanti in lacrime, ambulanze, volanti che sfrecciano a sirene spiegate e strade battute palmo a palmo dalle autocivette. Si cerca un africano, quando ha colpito sotto i portici a due passi da piazza Solferino lasciando a terra un uomo che sopravviverà per miracolo indossava un giubbino catarifrangente arancione. Alcuni testimoni l’hanno visto scappare a piedi. Bisogna prenderlo subito, è l’imperativo lanciato via radio. Ma la caccia all’uomo, quando cala il buio, è senza esito. E quell’indagine viene rimossa dalle cronache, perché il giorno dopo scorre altro sangue, questa volta in periferia, nelle palazzine del Moi. Con un ragazzo nigeriano, Andrew Yomi, che viene trovato morto nella stanza 210. Ucciso da qualcuno che gli ha sfondato il cranio mentre dormiva con un bilanciere.

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