l'uomo con la valigia
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SPY STORY

L’uomo con la valigetta dell’Apocalisse salverà o condannerà tutta l’umanità?

Da fatti reali, il thriller adrenalinico di Mattias Berg
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Erasmus Levine è l’uomo che non può mai essere troppo lontano dal presidente degli Stati Uniti, pur rimanendo invisibile. Perché lui, professore di filosofia morale con una doppia vita, è l’uomo che porta la “nuclear football”, la valigetta con i comandi dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti, l’uomo che porta l’apocalisse. Ma un giorno, durante una visita di stato a Stoccolma, i messaggi cifrati di Alpha, la guida del suo gruppo supersegreto, cambiano rispetto a chiunque si aspetti: è l’inizio del piano, «noi due contro il mondo». Ed Erasmus fugge, in un labirintico mondo di cunicoli sotto Stoccolma, retaggio (inventato, ma quanto?) dell’epoca in cui la Svezia voleva diventare una potenza nucleare. Alpha vuole disarmare l’interno arsenale atomico del mondo? O forse il piano è più folle e deve portare direttamente al giorno del giudizio?

Mattias Berg, 59 anni, uno dei maggiori giornalisti svedesi, dopo anni di saggistica, per “L’uomo con la valigia” (Marsilio, 19,90 euro) dice di aver scelto la strada del romanzo, del thriller perché era l’unica in grado di dare voce alla verità (mescolata a fiction) di quanto l’umanità oggi sia più vicina che mai all’estinzione per propria mano. Prendendo spunto da fatti reali, da sistemi di sorveglianza gestiti da vecchi floppy, da uomini turbati, Berg ci mette in guardia dall’apocalisse.

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