La Sacra Sindone
Cronaca
IL CASO

«L’uomo della Sindone fu torturato». Il giallo dei nuovi esami sulla reliquia

Scoperta dell’Università di Padova su una proteina. Gli esperti torinesi: «Campioni falsi o rubati»

L’uomo della Sindone fu sicuramente torturato a morte, ma davvero era colui di cui parlano i Vangeli? Nuovi studi scientifici dicono di sì, ma gli esperti del Centro internazionale di sindonologia avvisano di andarci cauti: i soli campioni prelevati dal Lino risalgono agli esami autorizzati dal Vaticano. E non possono essere arrivati ad altri ricercatori se non per via illegale.

UN NUOVO STUDIO RIAPRE IL DIBATTITO
Il nuovo studio che riapre il dibattito è apparso sulla rivista scientifica Applied Spectroscopy e riguarda il sangue che impregnerebbe le fibre della Sindone. Si tratta del frutto di un lavoro congiunto tra il professor Giulio Fanti, del dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova, e Jean-Pierre Laude, dell’azienda francese Horiba Jobin-Yvon, specializzata in tecniche di analisi. E grazie agli strumenti messi a disposizione, i ricercatori avrebbero prelevato campioni del lino grazie a microscopi a risoluzione atomica e alla tecnica spettroscopica Raman, trovando una sostanza chiamata biliverdina, strettamente legata alla degradazione delle proteine di sangue e fibre muscolari.

“L’UOMO DEL SUDARIO TORTURATO A MORTE”
Attorno al mese di luglio, invece, sempre dall’università di Padova, assieme al Cnr e all’Officina dei materiali di Trieste, era arrivata la notizia (pubblicata sulla rivista Plos One) della presenza sulla reliquia di creatinina ferritina. Per Franti la conferma che l’uomo del sudario è stato torturato a morte: «Un trauma produce la biliverdina come degradazione dell’emoglobina nel sangue e la creatinina con ferritina risulta dalla degradazione delle fibre muscolari».
CADE LA TEORIA DEL FALSO MEDIEVALE?
Cosa aggiunge, o toglie, tutto questo al mistero e al fascino del Lino? Per il Vaticano verrebbe da dire nulla, dal momento che la reliquia non è discussa nella sua autenticità (nel senso che manco ci si pone il problema) ed è dichiarata «venerabile» . Per gli amanti delle teorie più fantasiose, cadrebbe la teoria di un falso di epoca medievale o rinascimentale, addirittura opera di Leonardo Da Vinci: secondo gli scienziati, ben difficilmente un artista anche geniale avrebbe potuto realizzare tali particolari. Per molti, il dibattito rimane aperto, perché ancora nulla ha realmente cancellato il ricordo degli esami e della datazione con il carbonio 14.

I DUBBI SUL CAMPIONE UTILIZZATO
Per questo i sindonologi, tra cui monsignor Giuseppe Ghiberti di Torino mettono in guardia sull’attendibilità di queste ricerche. Perché per i ricercatori gli esami sarebbero stati condotti su una fibra di tessuto estratta a suo tempo dall’impronta dorsale del lenzuolo, nella regione del piede. Ma, per l’appunto, come hanno avuto quella fibra? I prelievi dal telo furono fatti solo per gli esami del 1978 e del 1988 e non si comprende, spiegano gli esperti torinesi, come campioni possano essere arrivati a Padova, anche se fosse accaduto per vie illegali.

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