museo egizio entrata
Spettacolo
Gli unici a resistere sono stati i Musei Reali, Camera e la Fondazione Accorsi

L’ULTIMO SMACCO. Se il Dpcm “ruba” un giorno ai musei

Dopo lo slittamento del lockdown a oggi, i luoghi d’arte ieri non hanno aperto comunque

Dpcm sì, Dpcm no e, alla fine, Dpcm firmato e divulgato a tarda sera dopo, per di più, una giornata davvero convulsa. Il risultato? Semplice, un giorno in meno di apertura di quasi tutti i musei torinesi. La gran parte dei luoghi d’arte cittadini, infatti, si è trovata impreparata di fronte all’ennesimo diktat del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale mercoledì sera, nella sua solita diretta tv, ha annunciato che il lockdown, previsto ieri, sarebbe, invece, partito da oggi. Troppo tardi, inutile il “contentino” dato che la maggior parte delle strutture museali avevano già spento la luce su opere e nuovi allestimenti. Insensato riaprire solo per un giorno, è stato il sentimento misto fra rassegnazione e disperazione che ha accomunato la maggior parte dei responsabili dei vari musei costretti, come il resto delle categorie coinvolte, a vivere negli ultimi giorni una lenta e fastidiosa agonia. E’ così che ad anticipare la chiusura del suo enorme portone è stato anche il Museo Egizio di via Accademia delle Scienze, il più importante al mondo, insieme a quello di Il Cairo, fiore all’occhiello dell’intera regione. Una sorpresa per molti torinesi che avrebbero voluto impiegare l’ultimo giorno “libero” proprio ammirando mummie e papiri. Da oggi lo potranno fare on line. Stessa decisione è stata presa dal Museo Nazionale del Cinema e da tutto il circuito di Fondazione Musei, ossia, GamPalazzo Madama e Mao, dove proprio ieri si sarebbe dovuta inaugurare la sezione “Stasi frenetica” di Artissima.

+++ CONTINUA A LEGGERE NEL GIORNALE IN EDICOLA OGGI +++

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo