Renato Bello
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LA STORIA

L’ultimo reduce di Mauthausen. «A 97 anni vi racconto l’orrore»

Renato Bello vive a Santa Rita ed è sopravvissuto al campo di concentramento

Mauthausen, che pure è una città, nella memoria di tutti sarà per sempre un lager. E Renato Bello, che da quel lager è uscito, vivo, appena lo nomina riavvolge «il film dell’orrore che non vorrei aver visto». Renato, a 97 anni è l’ultimo piemontese ancora in vita uscito dal campo nazista dell’Alta Austria. Oggi vive a Santa Rita, in uno di quei palazzi di via Boston tirati su dopo il boom edilizio, e dopo tanti anni di silenzio ha deciso di raccontare la sua vicenda in un libro. “La croce angelica”, scritto da Nevio Visconti.

Nelle pagine Renato narra la sua vita fin da bambino. L’infanzia, l’oratorio, il lavoro, l’arruolamento dai carabinieri. E poi la guerra e la deportazione a Mauthausen. «Eravamo in 975, tutto il dipartimento dei carabinieri di stanza nel Peloponneso – racconta, con lucidissima memoria -. Ci avevano considerati traditori e complici degli autori di un furto, per questo siamo stati deportati». Del campo, due cose gli sono rimaste impresse. La “scala della morte” scavata nella roccia della collina, e gli esperimenti dei medici nazisti. Renato porta ancora i segni oggi, con una parte del corpo paralizzata.

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