FLORENCE, ITALY - MAY 30: Giorgio Chiellini of Italy speaks with the media during a press conference at Centro Tecnico Federale di Coverciano on May 30, 2022 in Florence, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
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VERSO ITALIA-ARGENTINA

L’ultima di Chiellini: «Peccato per il Qatar. Futuro? C’è tempo»

Salutata la Juventus, ora è il momento di dare l’addio alla Nazionale. «Mi mancheranno tutti i ragazzi» ha detto Giorgio Chiellini in conferenza stampa. E domani sarà l’ultima volta in cui vestirà l’azzurro: il difensore, infatti, chiuderà nella sfida contro l’Argentina (la “Finalissima”) fissata per domani a Wembley una lunghissima parentesi con l’Italia. «La prima volta fu nel 1999 per una rappresentativa Under 15, è passato un po’ di tempo» i ricordi del 37enne. «Con l’Argentina? Un regalo del destino».

Chiellini, dopo la Juve c’è Los Angeles?
«Per il futuro valuterò tutto dopo, adesso voglio godermi al massimo questi giorni. Non fatemi pensare a cosa dice la famiglia, lasciate perdere…(ride, ndr): sicuramente servirà anche il loro ok, oltre a quello di altri. Dopo Londra andrò con le mie bimbe a Disneyland e c’è tutto giugno per decidere».

C’è qualche rimpianto?
«Non ne ho. Poi è ovvio che avrei voluto vincere la Champions e il Mondiale, ma ciò che ho imparato nel corso della mia crescita è anche la cultura della sconfitta, il voler ribaltare la situazione dopo aver perso».

A proposito del Mondiale, cosa è successo qualche mese fa?
«Non pensavo si potesse complicare la vita per il Mondiale, i due pareggi di settembre mi hanno fatto accendere un po’ la lampadina, poi a novembre e a marzo non siamo arrivati alle partite nelle migliori condizioni. Purtroppo le due gare di settembre ci hanno complicato un po’ la vita per dopo, il pari con la Bulgaria ancor più del pari con la Svizzera. Assenze e stati di forma non ottimali ci hanno un po’ penalizzato: mi dispiace, credevamo davvero di poter fare un bel Mondiale e questa squadra quest’anno poteva crescere ancora e inserire nuovi ragazzi».

Mancini però è rimasto.
«Per me è garanzia di crescita e con lui si potrà difendere il titolo europeo tra due anni. E con lui si possono dare le giuste convinzioni all’ambiente e al gruppo: nei prossimi mesi, qualche difficoltà è da mettere in conto ma per risalire bisognerà ripartire anche da questo per poi essere pronti tra due anni».

Chi può raccogliere l’eredità di Chiellini?
«Credo che Bastoni abbia un futuro radioso dinanzi a lui. Glielo dico da tempo, dalla prima volta che l’ho visto. Poi sui nuovi non voglio sbilanciarmi, perché non li conosco bene. Bastoni deve solo giocare, sbagliare e migliorare: a 23 anni non si può essere perfetti, ma lui ha tutto per fare 10-12 anni in maglia azzurra. Cannavaro è stato il più grande marcatore, bisognerebbe mettere nei settori giovanili qualche difensore vecchio stampo».

Cosa dirai nel tuo ultimo discorso alla squadra?
«Non ci ho ancora pensato, ma non sono una persona da grandi discorsi sono più una persona da abbracci, probabilmente proverò a farli sorridere».

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