Domenico Arcuri
Buonanotte

L’ultima arcuriata

Il Covid si sta normalizzando ma ci sono dei danni economici da malagestione dell’emergenza che continuano ad affliggere le casse pubbliche, e quindi le nostre tasche. L’ultima ‘bella notizia’ riguarda le prodezze dell’ex commissario all’emergenza Arcuri. Ricordate che aveva comprato delle mascherine fuori norma e per giunta a prezzo esorbitante? Bene. Salta fuori che il custodirle ci è costato finora oltre un milione al mese, perché occupano 40mila metri cubi nei magazzini. Distruggere 218 milioni di mascherine ci costerà 698mila euro.

Analogo problema, però finito sulle spalle dei vari istituti scolastici, è quello dei banchi a rotelle, mai entrati in funzione e stipati negli scantinati e nei magazzini delle scuole, spesso reperiti a titolo oneroso. E non è finita. C’è ancora la storia dei duemila respiratori comprati da Arcuri al prezzo di 10mila euro l’uno e finiti anch’essi in magazzino: non erano utilizzabili nei reparti di terapia intensiva Covid perché poco performanti.

Cosa manca? C’era ancora un’Arcuriata da ricordare… ah, ecco: le primule. Le isole vaccinali mai entrate in funzione, quei padiglioni prefabbricati a forma esagonale che dovevano essere 1500 e poi sono stati costruiti in 21 esemplari (costati 409.500 l’uno) prima che il generale Figliuolo li bocciasse. Per sapere quanto ci sono costati bisognerà però aspettare l’esito del contenzioso legale fra lo Stato e le aziende che avevano vinto l’appalto e affrontato dei costi.

E Arcuri? Lui rimane alla guida di un carrozzone statale (Invitalia) al ‘modico’ costo di 300mila euro l’anno. Ma aspettiamo di vedere quale altro incarico extra gli arriverà. È in quota D’Alema, qualcosa gli daranno.

collino@cronacaqui.it

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