Bonomo e Marino (Pd) hanno preannunciato un'interrogazione

L’Ufo nei cieli e il mistero dei “caccia fantasma”. Il caso approda in Parlamento

Cento avvistamenti l’anno in Piemonte ma solo uno o due restano senza spiegazioni. La denuncia degli abitanti di Corio ai carabinieri: "L'oggetto si è allontanato alla vista dei jet"

Il volo degli “aerei fantasma” che mercoledì sera hanno fatto tremare i vetri delle case di Corio e Rocca, tra il Canavese e le valli di Lanzo, continua a essere un mistero. In zona, i due caccia sono stati visti o sentiti praticamente da tutti e c’è chi ha parlato di un “forte bagliore emanato da un oggetto non identificato che si è poi allontanato alla vista di due aerei probabilmente militari”. La presenza dei velivoli, tuttavia, viene negata da Enav e Aeronautica militare che ovviamente non vogliono neanche sentir parlare della misteriosa sfera che, secondo alcuni testimoni, i due jet stavano inseguendo. Le testimonianze però nel frattempo si moltiplicano e un evento del genere non poteva che finire all’attenzione anche degli ufologi.

L’EPISODIO AL VAGLIO DEL CISU
Proprio a Torino ha sede il Cisu (centro italiano studi ufologici) da dove presto dovrebbe partire un’indagine: «Nei prossimi giorni andrò a Corio – spiega il segretario, Edoardo Russo -. Spero di poter parlare con i testimoni oculari e con loro cercare di capire cosa è davvero successo l’altra sera». Per ora è presto per sbilanciarsi ma i dati sono abbastanza chiari: «Ogni anno, in media, in Piemonte abbiamo un centinaio di segnalazioni – spiega Russo – e alla fine delle verifiche solo una o due restano un mistero. Tutte le altre hanno sempre una spiegazione logica: ad esempio il volo di un aereo o di un drone, un oggetto celeste o la luce riflessa di un faro».

NELL’84 IL PRECEDENTE DI CUNEO
L’impressione è che a stupire i residenti sia stato più il volo a bassa quota dei caccia che non la luce in cielo. «La presenza degli aerei è inusuale ma non così rara – continua  Russo – in Italia e all’estero. In zona ricordo un caso dell’84, in provincia di Cuneo: ci fu un “botto” tale da essere avvertito persino dai sismografi e un testimone parlò di due aerei. Anche in quel caso l’Aeronautica negò la loro presenza e non si è mai capito cosa fosse accaduto. E proprio a Corio, nel ’62, venne fotografato un presunto Ufo».

IL CASO PIU’ FAMOSO: QUELLO DEL 1973
Il caso torinese più famoso è però quello del ’73: «La presenza dell’oggetto venne rilevata dai radar e segnalata dai piloti in volo sull’aeroporto, da dove decollò addirittura un Piper per cercare di avvicinarlo. Lo inseguì fino a Voghera, dove dovette rinunciare perché a corto di benzina».

MA RUSSO NON SI SBILANCIA
Ovviamente Russo non si sbilancia a giudicare il caso di mercoledì: «Un’indagine richiede dei passaggi ben precisi. Bisogna andare sul posto, trovare i testimoni, eseguire delle misure angolari e in base ai racconti di chi ha visto l’oggetto, cominciare a scartare le possibili spiegazioni “normali”. Se alla fine si scartano tutte allora siamo di fronte a un Ufo, che non vuol dire un oggetto alieno ma semplicemente un oggetto non identificato».

L’APPELLO DELL’UFOLOGO
Proprio per partire con l’indagine, Russo lancia un appello ai testimoni: «Collegatevi al nostro sito www.cisu.org e compilate i questionari. Assicuriamo anonimato e privacy ma con il vostro aiuto potremmo scoprire cosa avete visto».

LA DENUNCIA AI CARABINIERI
Nel frattempo l’episodio misterioso, verificatosi lo scorso 6 giugno, alle 21, è diventato oggetto di denuncia, con tanto di esposto presentato ai carabinieri da parte di alcuni residenti. “L’oggetto volante non identificato emanante forte bagliore dopo aver sorvolato il centro abitato di Corio, si allontanava repentinamente alla vista di due aerei verosimilmente militari”, sostengono gli autori della denuncia.

ANNUNCIATA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Sull’ipotetico ufo non ci sono riscontri, ma sulla presenza dei due caccia militari ci sarebbero diverse testimoniante. La deputata Pd Francesca Bonomo e il senatore Pd Mauro Marino, su Facebook, hanno preannunciato un’interrogazione parlamentare.

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