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IL REPORTAGE

Lucciole in strada senza mascherina: per il sesso i clienti sfidano il Covid

Dal parco della Pellerina alle Vallette, le giovani prostitute dell’Est occupano i marciapiedi

La mascherina c’è, ma è legata al gomito. «Nessuno me la chiede, ma se vuoi la indosso» (un po’ come il preservativo), ammicca una 36 enne, di origine bulgara, che staziona davanti al Q8 di via Pianezza. Non è l’unica, in quella strada delle Vallette, perché a pochi metri ce n’è un’altra. E poi ancora due alla fermata del bus nei pressi di piazza Cirene. Non ci sono restrizioni o dpcm che tengano, il fenomeno della prostituzione non si ferma mai.

In pieno giorno, oltre alle Vallette le lucciole ci sono anche ai lati del 14, in corso Appio Claudio e in corso Regina Margherita. E nessuno controlla: non si vedono auto dei vigili o delle forze dell’ordine e nessuno le chiama. Angoli della città che sembrano zone franche dove il Covid, anche se c’è, non fa testo, per nessuno.

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