Luca Ravenna
Spettacolo
L’INTERVISTA

Luca Ravenna: «Faccio parte della new wave della comicità e me ne vanto»

L’attore milanese domani al Colosseo con il suo “568” ed è sold out

«Torno a giugno, sicuramente»: il comico Luca Ravenna ci tiene da subito a rassicurare i tanti spettatori che non sono riusciti a comprare un biglietto per il suo spettacolo in programma domani al Teatro Colosseo, intitolato “568”, ovviamente, sold out. Milanese, classe 1987, enfant prodige della stand up commedy, l’Italia l’ha scoperto un anno fa, nella prima edizione di “LOL – Chi ride è fuori” in onda su Amazon Prime: era uscito quasi subito, ma aveva destato molta simpatia e curiosità la “persona muta” nello show più visto d’Italia. Da allora spettacoli di grande successo in tutto il Paese: «Sono sinceramente stupito, in particolare per Torino», confessa. «C’è sempre una reazione pazzesca e non me lo spiego, c’è un pubblico esplosivo che fatico a conciliare con la tranquillità sabauda di cui sentivo spesso parlare, io sono milanese e Torino la immaginavo diversa, più morigerata».

“568” è uno spettacolo tutto nuovo, con nuovi temi e nuove battute.

«Produco sempre molto materiale, poi che sia valido o meno lo decide il pubblico. Ma mi sembra, almeno da ciò che ho visto in queste prime serate, che ci sia una maggiore aderenza rispetto alla mia età. Questo però non vuol dire che sia solo per 35enni».

In Italia esempi come lei e Lundini, all’estero il successo di “After life” su Netflix, in cui si scherza addirittura con la morte: oggi è più facile ridere di tutto?

«Sono molto fiero di far parte di questa new wave della comicità, che usa internet come vetrina per portare la gente in sala. Possiamo permetterci temi più complessi, il pubblico ci segue: si faceva anche prima, ma dopo i grandi anni della commedia all’italiana il cinema ha smesso e la tv se n’è dimenticata. Comici come Grillo, Luttazzi e Paolo Rossi hanno tenuto viva la tradizione: ora la grande novità è che vengono a vederci i giovani, per questo cerco di tenere sempre basso il prezzo dei biglietti».

Lanciato da “LOL” è diventato spettatore di “LOL” nella seconda stagione.

«Dovevo vederla sperando fosse meno divertente della mia. Non c’era più l’effetto sorpresa ed è uscita il primo giorno di guerra, non certo una fortuna: ma è stata bella. Dei partecipanti conoscevo solo il Mago Forrest che in tempi non sospetti era venuto a vedermi in una serata di stand up qui a Milano. Capita molto raramente che un gigante vada a vedere dei ragazzi».

Parlando di “LOL” non si può non pensare a Fedez e a quello che sta passando con la sua malattia.

«Lo avevo conosciuto in una puntata del suo show “Muschio selvaggio”, poi ci siamo incontrati in tv. Ci sentiamo spesso, gli ho scritto in queste ore per sottolineare quanto, nella sfortuna enorme che gli è capitata (e con la fortuna di averlo beccato subito, ndr), debba essere fiero dell’affetto che ha intorno. Vero, si leggono anche sui social commenti negativi che trovo disumani, ma sono pochi. Speriamo che si riprenda presto e che questa diventi solo una brutta avventura da raccontare».

Tra pandemia, guerra e malattie, a rovinare tutto c’è anche il calcio: prima l’eliminazione dell’Italia, nei prossimi giorni la sua Inter chiamata proprio a Torino contro la Juventus nell’ultimo tentativo di riaprire la corsa scudetto.

«Non ne parliamo, se penso che ho visto l’ultimo Mondiale a 27 anni e se andrà bene il prossimo a 39, mi viene male. E l’Inter sta buttando via uno scudetto: siamo bolliti e alla fine godrà il Milan. Non lo sopporto, per questo spero nel Napoli».

 

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