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Lovely pork

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Sfogliando gli archivi goliardici ho ritrovato il volantino del “chiavogrill”. Era l’antesignano dei “lovely park” spuntati in giro per l’Italia qualche anno fa e poi scomparsi per l’ostinazione delle autorità nel multarli e chiuderli. Niente “camporelle attrezzate” a pagamento per un sesso in macchina tranquillo. Che era quello che cercavano le coppiette nel 1969 appartandosi in file di auto su un largo spiazzo prima del traforo del Pino. Durò finché alcuni baciapile del luogo, scandalizzati, indussero il Comune a far scavare un fosso fra strada e piazzale, per impedirne l’accesso in auto. Noi goliardi, allora, rispondemmo allo sgarbo con la beffa. Riempimmo un tratto del fosso per riconsentire l’accesso. Poi costruimmo il botteghino e la tribunetta (con binocoli) per i voyeurs, reclamizzando l’inaugurazione del “chiavogrill” con volantini in tutte le balére di Torino. La Statale rimase bloccata. Vendemmo molti biglietti, vuotammo un paio di damigiane, e facemmo bere anche la polizia quando arrivò. C’era amicizia, allora, fra goliardi e forze dell’o r d ine. La pula sapeva che non eravamo pericolosi come i rossi, ma solo dei simpatici casinisti apolitici. E poi, a fermare uno di noi, si trovava il cortile e i corridoi di Via Grattoni pieni di feluche schiamazzanti, in attesa del suo rilascio (chi portava le arance, chi la pagnotta con la lima dentro, chi le sigarette…). Finiva sempre che scendeva il Dott. Romano, della squadra politica, grande habitué dei night (“per lavoro” diceva), e pur di stare in pace ci mandava tutti a casa con una ramanzina e un sorriso. Quindi niente fermi e niente multe, quella notte. Solo allegria e risate. Così ci divertivamo 50 anni fa.

collino@cronacaqui.it

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