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Il Borghese

L’ottimismo e la malinconia

Detto con franchezza, ci servirebbe una bella ventata di ottimismo per chiudere questo anno travagliato per Torino e non solo. Tra aziende che chiudono, posti di lavoro a rischio, negozi con le serrande abbassate, giardini invasi dalle foglie che stanno marcendo. Troppo, anche se alzando gli occhi, quando cala la sera, le luci di Natale fanno brillare gli occhi. E strappano un sorriso. Beh, una boccata di ossigeno alla mia malinconia me l’hanno data sei sconosciuti che ho incontrato alla Confesercenti, ospite del presidente Giancarlo Banchieri, per il Premio Quarto Potere al Commercio. Storie buone di vita vissuta, di tradizioni rispettate, di famiglie con i piedi per terra. E di dedizione al lavoro. E alla nostra terra: come la signora che non molla mai con i formaggi che porta giù dalla Valchiusella, i pronipoti di un ristoratore che, esattamente 116 anni fa ha aperto un ristorante ad Avigliana e che loro hanno reso competitivo continuando la tradizione di famiglia, l’agente di commercio che a 87 anni cura ancora i suoi clienti “pochi ma buoni”, il passaggio di testimone tra il padre benzinaio e il figlio. E poi ancora l’ambulante che sfrattato dai cantieri si è reiventato su Internet. O i due fratelli che nella loro macelleria storica si sono trasformati anche in cuochi di fiorentine e raffinati gourmet. In tempi come questi le loro sembrano favole, disabituati come siamo a cercare con gli occhi e ad annusare i profumi delle nostre tradizioni, tutti presi a dare la caccia all’affare su Amazon, passando svelti e distratti davanti al negozio sotto casa.

fossati@cronacaqui.it

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