Ginevra con mamma Michela
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ORBASSANO

L’ospedale era troppo lontano: Ginevra è nata nell’auto di papà

L’ambulanza è dovuta partire da Torino e non è arrivata in tempo

Aveva fretta di nascere, la piccola Ginevra. È così lo ha fatto a pochi metri da casa, in via Castellazzo, mentre mamma Michela e papà Graziano stavano correndo in ospedale. Un parto velocissimo, avvenuto nel sedile anteriore di una piccola Mitsubishi Colt, l’auto che mamma Michela Pinto, 30 anni, usa quotidianamente per andare a Bruino, dove lavora come addetta alla mensa. Alla piccola, nata all’1.17 del mattino, sono bastate due contrazioni per venire al mondo.

«Verso l’1 del mattino mi sono alzata e ho avuto un giramento di testa, così ho chiamato mio marito e abbiamo deciso di partire subito per il Sant’Anna dove avevo già scelto di partorire», racconta la mamma. Una volta salita in macchina però, qualcosa è andato storto: «Ho avuto una contrazione così mio marito è sceso dall’auto per chiamare il 118, ma Ginevra è nata subito. L’abbiamo afferrata per la testa e abbiamo aspettato l’ambulanza». Durante l’attesa, più lunga di quanto i neo genitori si aspettassero, generi di conforto sono arrivati dal vicinato che si è accorto del trambusto anche perché da tempo papà Graziano era fuori dall’auto in contatto con la centrale del 118 che nel frattempo gli dava istruzioni su come agire. «Alcuni ragazzi che erano in un pub mi hanno portato dell’acqua, camomilla e coperte sono arrivate da una signora che abita in via Castellazzo». Poi, finalmente, il trasporto in ospedale, ancora unite dal cordone ombelicale, al Sant’Anna. «E pensare che stamattina (ieri, ndr) dovevo proprio venire qui per fare un normalissimo controllo», scherza Michela.

Nella notte di concitazione Papà Graziano, muratore di 41 anni, le è sempre stato vicino. «Sono stato fuori dall’auto tutto il tempo e solo dopo 30 minuti mi hanno detto che l’ambulanza stava partendo, arrivando in ritardo. Alla fine è andato tutto bene, ma non vorrei che anziché a Orbassano, fosse stata inizialmente mandata altrove». «L’ambulanza medicalizzata più vicina era a Orbassano, ma impegnata in un altro intervento – precisano dalla centrale del 118 -. Abbiamo dovuto cercare e inviare un’altra ambulanza e la più vicina, dotata dei requisiti consoni, è dovuta partire dal Cto». Domani Michela e Ginevra torneranno a casa dove abbracceranno la famiglia e Kevin, il fratellino più grande.

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