Il segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci
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L’Osapp: “Ingiustificati e penalizzanti gli abbassamenti dei giudizi complessivi annui per gli agenti della penitenziaria in servizio a Torino”

Beneduci: “Il personale ha offerto il migliore dei servizi possibili anche durante l’emergenza coronavirus”

Lettera dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) al nuovo capo del Dap Bernardo Petralia in merito al personale di polizia penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Torino. In particolare il sindacato si sofferma “sull’abbassamento dei giudizi complessivi annuo nei confronti di alcune unità di Polizia Penitenziaria fino alla soglia del “mediocre”, in ragione di comportamenti non meglio specificati”.

“Al fine di comprendere adeguatamente la portata del problema e gli eventuali riflessi “negativi” che tali giudizi complessivi annui possono comportare – si legge sulla nota firmata dal segretario generale Leo Beneduci – si ritiene che vada considerata la particolare situazione dell’istituto penitenziario di Torino, dapprima oggetto di specifiche inchieste giudiziarie per presunte violenze interne e poi ulteriormente penalizzato, a seguito dell’infezione da covid-19, da numerosi contagi, più che negli istituti penitenziari del restante territorio nazionale, sia nella popolazione detenuta e sia nel personale in servizio”.

“Appare indubbio che in tali condizioni la serenità lavorativa di parte del personale di polizia penitenziaria possa avere subito seri contraccolpi e che i rischi evidenti e costanti possano avere reso meno efficienti determinate prestazioni e meno lucide, soprattutto nei meno anziani ed esperti, particolari risposte operative”.

“Ciò nonostante, il personale di polizia penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Torino, come detto particolarmente nell’”occhio del ciclone” in più occasioni, ha retto egregiamente nella propria globalità il migliore dei servizi possibili impedendo che le emergenze prendessero il sopravvento, senza evitare di garantire, nel contempo, ordine, sicurezza e legalità all’interno della struttura e per tali motivi si è dell’avviso che la possibile risposta dell’Amministrazione non dovesse consistere in un abbassamento delle classifiche annue ovvero in un non innalzamento di quelle degli anni precedenti, ma dovesse invece riguardare puntuali ed espliciti apprezzamenti che, invece, non sono stati espressi, almeno fino al momento attuale”.

“Rispetto a tale situazione, quindi, come detto tutt’altro che comune sia rispetto a quanto subito dagli addetti del corpo e sia rispetto alle risposte istituzionali fornite a Torino, a fronte tra l’altro di un notevole grado di presenze costanti del personale nei periodi culmine dell’emergenza covid-19, si ritiene che la vicenda dei giudizi complessivi annui vada riconsiderata in termini e con modalità compatibili” conclude Beneduci.

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