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ITALIA-UNGHERIA

L’oratorio, il liceo classico: Willy Gnonto da Verbania titolare contro l’Ungheria

L’Italia che vuole innamorarsi delle promesse ha trovato un nuovo idolo, con il sorriso di Willy Gnonto, che a novembre compirà diciannove anni e questa sera sarà titolare nel tridente d’attacco contro l’Ungheria.

Una gran bella storia quella di Degnand Wilfried Gnonto, nato nel 2003 a Baveno, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, da una famiglia come tante: Noel, operaio e Chantal, cameriera, sono arrivati dalla Costa d’Avorio per cercare un futuro migliore per loro e per il figlio. Vivevano in una casa di proprietà della parrocchia (oggi sono andati in Svizzera con il figlio), mentre Willy frequentava l’oratorio e intanto strabiliava a scuola. Poi, l’Inter, dove è arrivato da bambino e dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili, giocando anche nelle nazionali di categoria. Quando c’è stato però da fare il salto nei grandi, Gnonto – chiamato «il classicista del gol» per i suoi studi al liceo classico – ha fatto una scelta controcorrente: anziché fare la riserva delle riserve nell’Inter, magari elemosinando qualche comparsata in Coppa Italia o andando in prestito nelle ruvide categorie inferiori, è emigrato in Svizzera. In due stagioni allo Zurigo è diventato un idolo dei tifosi, aiutando la squadra a vincere lo scudetto. «Devo tutto ai miei genitori – ha raccontato – mi sono stati vicini anche quando ho deciso di trasferirmi in Svizzera per giocare di più». Mancini lo ha chiamato per lo stage e ha visto subito che questo attaccante di un metro e 70 non è uno dei tanti: ha un dribbling esplosivo, salta l’uomo con facilità, segna, fa segnare e mette i suoi educatissimi piedi al servizio del cervello. Così, come ha fatto Enzo Bearzot con lui, lo ha fatto esordire in nazionale all’età dell’esame per la patente. Uno dei suoi modelli è l’attaccante inglese del Manchester City Raheem Sterling, come lui figlio di migranti, come lui un giocatore che può svariare indifferentemente su tutto il fronte offensivo. È probabile anche che, da agosto, la serie A abbia un nuovo protagonista: tante, infatti, sono le squadre che gli hanno messo gli occhi addosso, e non solo in Italia. Uno che lo conosce bene come il coordinatore delle nazionali giovanili della federazione, Maurizio Viscidi, assicura che è pronto per il calcio dei grandi, come del resto ha già dimostrato nel campionato svizzero. Anche perché, a differenza di molti suoi coetanei, Willy Gnonto ha avuto una maturazione biologica precoce. Ma non solo: tutti i suoi tecnici lo considerano un ragazzo serio e intelligente, si è sempre fatto ben volere in tutti i gruppi di cui ha fatto parte. «Visto che non è molto alto – racconta Viscidi – capita spesso che incontri le gomitate dei difensori avversari: una volta, in una partita dell’under 16, un colpo gli fece perdere un dente. Lui lo raccolse, lo portò al fisioterapista e tornò a giocare, dicendo che al dente ci avrebbero pensato dopo la partita…».

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