Monsignor Nosiglia, arcivescovo di Torino
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LE PAROLE DEL MONSIGNORE

L’OMELIA. Celebrazioni della Consolata, Nosiglia ricorda Erika e i feriti di piazza San Carlo

L’arcivescovo di Torino: “In Europa cresce la paura a causa degli attentati che si susseguono. Anche la nostra città è stata travolta da uno tsunami”

Non poteva non ricordare Erika Pioletti e tutti i feriti di piazza San Carlo, Monsignor Cesare Nosiglia. L’arcivescovo di Torino, nell’omelia durante la messa per le celebrazioni della Consolata, patrona della città, ha parlato anche della paura che ormai regna ovunque. “Il nostro continente sta vivendo un periodo difficile tra attentati che si susseguono e la paura che cresce. Anche il nostro Paese e la nostra città ci vede uscire da un tunnel nel quale siamo tutti stupiti e dobbiamo pregare insieme perché il Signore possa accogliere la nostra sorella Erika e perché le persone che sono ancora ferite possano guarire”.

Nosiglia ha invitato i fedeli ad avere fiducia in Maria, perché “come madre si fa carico di tutto questo e noi dobbiamo affidarci a lei, proprio come un figlio si affida alla madre e l’ho visto coi miei occhi in questi giorni con lo tsunami che c’è stato, con ragazzi che si gettavano per terra gridando mamma”.

Quindi un passaggio su Torino che è “la città dei diritti ma deve diventare anche la città dei doveri, altrimenti i diritti non riescono ad essere esercitati e questo distrugge il senso dello stare insieme, proprio come una moneta che se ha una faccia sola non vale niente. Bisogna “essere capaci di costruire una città veramente umana, solidale, carica di rispetto e accoglienza”.

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