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Lolì a va nen bin

Blitz, chiusure e arresti per sfruttamento della prostituzione nei centri massaggi non fanno più notizia. Ce ne sono quasi tutti i giorni, in tutta Italia. L’ultimo a Bari, l’altro giorno. Di solito sono zelanti vecchietti a fare la spia: gente a cui dà fastidio, non potendo più peccare, che altri lo facciano. I delatori sono una razza che ha sempre prosperato, in Italia, tanto che il ministro Speranza li ha arruolati per stanare il settimo commensale a tavola e stangarlo. Ma per i massaggi erotici prevalgono le delazioni femminili, le soffiate delle “cagnette” di De André, a cui Bocca di rosa sottrae l’osso. Ne vediamo ormai di tutti i colori, sul sesso, volenti o nolenti. Se ne parla a tutto spiano nei salotti Tv, se ne mimano i movimenti sub lenzuolari nei vari Grandi Fratelli, Isole dei famosi, e Temptation Islands, se ne spiegano le tecniche in certi pruriginosi documentari pseudoscientifici di Sky, senza contare che qualsiasi bambino può vedere sesso hard su Youporn con un semplice clic sul cellulare. Persino i cardinali del Vaticano hanno le loro amichette. Ma i flamba clandestini (con signorine ben contente di far due soldi facili) no. Lì si strilla alla “commercializzazione del corpo femminile”. Intendesi per “commercializzato” solo un corpo pagato per “fé lolì”. Se invece è pagato per spaccarsi la schiena 10 ore filate da Amazon, non è commercio. Internet è piena di siti specializzati per l’amore a pagamento e i giornali sono pieni di annunci “citofonare Susy”, ma il massaggio “happy end” nei centri estetici è il demonio. Meno male che abbiamo stuoli di spie e legioni di agenti inutilizzati da usare nella caccia, visto che di altri reati non ce n’è.

collino@cronacaqui.it

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