Oftalmico
Salute
L’INAUGURAZIONE

L’Oftalmico torna ospedale d’eccellenza: nuove attrezzature e cinque sale operatorie

Picco: «Doveva chiudere, l’abbiamo rilanciato». Il primario Orsi guida l’équipe medica

Nuovi reparti, sale operatorie d’avanguardia, pronto soccorso specialistico, equipe chirurgiche in grado di operare anche in altri ospedali e, un nuovo primario, il professor Roberto Orsi. L’Oftalmico non solo riparte e diventa centro di eccellenza oculistica in Piemonte, ma entro Natale, anche le facciate esterne dell’ospedale torneranno agli antichi splendori. «Erano vent’anni che non si faceva nulla – ha detto senza peli sulla lingua il direttore generale dell’Asl Città di Torino Carlo Picco -, per giunta si parlava solo di chiudere gli ospedali. Lo dico senza vena polemica, ma quando mi è stato affidato questo ruolo, c’erano tre piaghe aperte: Oftalmico, Amedeo di Savoia e Valdese. In due anni, non solo queste strutture non sono state chiuse, ma sono state rilanciate e ora sono centri d’eccellenza».

L’occasione per tracciare un bilancio del lavoro svolto negli ultimi 24 mesi, e in un contesto d’emergenza, è stata l’inaugurazione del nuovo blocco operativo oculistico (cinque sale operatorie dotate di apparecchiature d’avanguardia), della struttura Day Surgery oculistica e dei nuovi ambulatori dello storico ospedale di via Juvarra, per una spesa di un milione e mezzo di euro. Raggiante l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi: «Il Covid ci ha insegnato molte cose, ad esempio che è un grave errore non investire nella Sanità, tagliare posti letto e posizioni all’interno degli ospedali. Oggi siamo qui per un rilancio in grande stile che fa di questa struttura, storica e amata dai torinesi, il punto di rifermento nell’ambito dell’Oculistica in tutta la regione».

Un ospedale che può contare «su 27 medici specializzati in oculistica – aggiunge Picco – e su personale medico, paramedico, tecnico e amministrativo che ha ritrovato entusiasmo, slancio, passione e volontà». Il primario Roberto Orsi ha accettato la sfida: «Usciamo da un periodo buio nel quale in molti se ne sono andati da qui, abbiamo perso una generazione di medici. Oggi siamo ai nastri di partenza con una equipe di valore e di livello. Solo una settimana fa, ad esempio, abbiamo ricostruito un occhio ad un bimbo di 12 mesi, operando in trasferta al San Giovanni Bosco». Tra le nuove strutture inaugurate ieri, ve ne è anche una dedicata alle maculopatie, malattia che colpisce spesso le persone mature, riducendole ad una progressiva perdita della vista: «Ogni giorno – ha concluso Orsi -, trattiamo 30/40 di questi pazienti attraverso inoculazioni e siamo attrezzati per ogni genere di intervento. La maculopatia è curabile, purché venga affrontata per tempo».

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